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Cava Rubbiani, primi esami sull’acqua 

Cava Rubbiani, primi esami sull’acqua 

Il Comune è pronto ad investire seimila euro con Ausl e Arpa. I cittadini: «Finalmente ci si muove»

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«Finalmente qualcosa sembra muoversi, sarebbe davvero ora».
C'è soddisfazione a San Damaso dalle parti di Cava Rubbiani. Il Comune sta definendo un accordo con Ausl e Arpae per analizzare l'acqua presente in falda e in alcuni pozzi privati, investendo seimila euro e provando così a dare risposte alle tante richieste dei residenti che da ormai diverso tempo, troppo, chiedono chiarezza e risposte sulla condizione dell’acqua in quell’area.
La zona era finita sotto la lente d'ingrandimento dalla scorsa primavera. Un sopralluogo aveva evidenziato problemi legati alla sicurezza (la recinzione era assente in più punti) e alla presenza cospicua di acqua nel cantiere proprio di Cava Rubbiani. Il recinto è stato ripristinato, ma un esame idrico ha evidenziato concentrazioni fuorilegge di ammoniaca e manganese.
C'è stato qualche legame con la temporanea assenza di recinzioni? Le risposte potranno giungere dalla Procura, a cui la Lega per l'abolizione della caccia ha rivolto un esposto per inquinamento delle acque e disastro ambientale, e che ancora non si è definitivamente pronunciata sulla vicenda.
Emilio Salemme, delegato responsabile della Lac a Modena, è tornato più volte a curarsi del tema. Con lui Sabina Piccinini e, specie all'inizio, Elisabetta Scardozzi (Movimento 5 Stelle). «Diamo merito al Comune di Modena - ha ripreso il consigliere comunale di San Cesario - perché sta rispettando la parola data a novembre». Tre mesi fa Giulio Guerzoni, assessore all'Ambiente, incontrò diversi residenti. Hanno raccontato di «non sentirsi sicuri» e raccolto le istanze in una petizione. «Finalmente qualcosa sembra muoversi», ha detto ieri Sara Gualdi, prima firmataria del testo.
Gabriele Farina

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