il caso/2
Firme per spostare la fonderia
Idea bipartisan dopo le polemiche nella zona Madonnina-Artigiano
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Delocalizzare la fonderia nella zona Madonnina-Villaggio Artigiano. È la sesta e ultima richiesta presentata in consiglio comunale attraverso un ordine del giorno bipartisan. Il primo firmatario è Carmelo De Lillo, esponente del Partito Democratico, da tempo attivo nella campagna per migliorare la qualità dell’aria in zona. Tredici le firme raccolte: tra le dodici del Pd c’è anche quella di Andrea Bortolamasi, segretario cittadino del partito. La tredicesima è di Antonio Montanini (CambiaModena). De Lillo e Bortolamasi erano presenti in un incontro al Circolo Pd della Madonnina, quando il punto entrò nell’agenda politica. Oggi si svolgerà una nuova assemblea sul tema e l’organizzazione di momenti di confronto è tra i sei punti richiesti al sindaco Gian Carlo Muzzarelli.
Al primo cittadino e alla giunta è stato domandato di verificare se presso l’attività sono svolti i controlli periodici e quale sia il livello delle emissioni. Inoltre, hanno domandato di «attivarsi per favorire la delocalizzazione in tempi rapidi dell’attività imprenditoriale, anche al fine di salvaguardare e ove possibile potenziare gli addetti, verificando anche l’accesso ai fondi regionali destinati alle imprese anche per innovare i vetusti processi produttivi». Condivisione trasparente delle informazioni e assemblee pubbliche sono altri due punti. Infine, si chiede di «confermare nel costruendo nuovo strumento urbanistico che non sarà più possibile a Modena la realizzazione contigua di aree industriali intensive e zone residenziali». (g.f.)
Al primo cittadino e alla giunta è stato domandato di verificare se presso l’attività sono svolti i controlli periodici e quale sia il livello delle emissioni. Inoltre, hanno domandato di «attivarsi per favorire la delocalizzazione in tempi rapidi dell’attività imprenditoriale, anche al fine di salvaguardare e ove possibile potenziare gli addetti, verificando anche l’accesso ai fondi regionali destinati alle imprese anche per innovare i vetusti processi produttivi». Condivisione trasparente delle informazioni e assemblee pubbliche sono altri due punti. Infine, si chiede di «confermare nel costruendo nuovo strumento urbanistico che non sarà più possibile a Modena la realizzazione contigua di aree industriali intensive e zone residenziali». (g.f.)
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