Patrimonio al sicuro: prima la valutazione
I rischi che possono intaccare patrimonio e risparmio sono legati a vari fattori tra cui: creditori, i famosi "parenti serpenti", divorzio, frodi, illeciti e ancora il rischio Paese, ovvero Btp e...
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I rischi che possono intaccare patrimonio e risparmio sono legati a vari fattori tra cui: creditori, i famosi "parenti serpenti", divorzio, frodi, illeciti e ancora il rischio Paese, ovvero Btp e Bund, spread, bail in delle banche, infine rischio politico e uscita dall'euro.
I miei risparmi, come posso metterli al sicuro? Come creare tranquillità per me e i miei eredi? Che azioni intraprendere? Cos'è legittimo e sicuro? E cosa può portarmi fuori strada? A tutte queste domande possono essere date risposte ma con ordine. Abbiamo trattato l'introduzione alla pianificazione patrimoniale, oggi cercheremo di dare una prima risposta a queste domande assillanti, ricordandoci di partire sempre da un'analisi preventiva patrimoniale.
1) La riservatezza del proprio patrimonio: serve ad evitare di dover rendere noto a terzi le proprie disponibilità e quindi ad evitare pressioni particolari di terzi, ad impedirne l'aggressione patrimoniale. Lo strumento adatto in questo caso è l'intestazione fiduciaria, con cui è possibile attuare anche istruzioni per la gestione patrimoniale.
2) La segregazione dei beni: ha lo scopo di ottimizzare la fiscalità, sottrarre il patrimonio dall'aggressione dei creditori e in ultimo sottrarlo dalla possibilità di cattiva gestione di parenti, eredi, dando regole e mantenendolo unito. In questo caso gli strumenti idonei saranno: trust, polizze vita, fondi patrimoniali.
3) L'assicurazione da malattia, morte, elementi di diminuzione reddituale, eventi negativi patrimoniali e in questi casi gli strumenti saranno polizze vita, vita miste, rendite.
4) La pianificazione patrimoniale: ovvero, l'educazione volta al raggiungimento di obiettivi patrimoniali familiari che aumentino il business familiare ancorché difendano lo stesso con finalità volte al benessere materiale e morale della famiglia, portando valori al compimento di mantenimento e trasferimento della ricchezza di generazione in generazione. Gli strumenti più idonei saranno trust, patti di famiglia, patti di convivenza, polizze vita, usufrutto, donazioni, charity, strutture societarie.
5) Il controllo dell'azienda famigliare nel futuro: attività volte al bene della propria azienda e alla sua continuità; le casistiche sono legate alla perdita della capacità imprenditoriale, ai conflitti tra soci e parenti, creditori, soci non voluti o ingressi societari non desiderati. Le attività saranno dirette verso la difesa, quindi: holding di famiglia, trust, patti di famiglia, usufrutto.
Questa casistica non è esaustiva ma vuole rappresentare i rischi e le possibili soluzioni: serve un'alchimia tra gli uni e gli altri strumenti che possa rendere efficace ed efficiente il risultato. Ad ogni rischio non corrisponde una soluzione univoca ma spesso più strumenti creano la giusta risposta. Come partire? Da un bisogno si solleveranno le possibili soluzioni che necessariamente toccheranno altri nervi scoperti e per questo dovranno essere citate e misurate nell'analisi preventiva.
L'analisi servirà a misurare il livello di ricchezza e soprattutto a pesare il proprio patrimonio. Quante volte ci siamo chiesti quanto potevano valere la nostra casa, la nostra azienda, i nostri quadri e i nostri investimenti? Cosa può accadere se l'Italia uscirà dall'euro? Come potrò salvaguardare i miei risparmi. La pianificazione patrimoniale è la soluzione ma prevede la volontà di misurarsi con interlocutori con competenze trasversali che sappiano attivare le giuste leve prima di lanciarsi in soluzioni ardite. Nei prossimi giorni capiremo cosa fare da subito per verificare se abbiamo un problema patrimoniale e come possiamo risolverlo.
Umberto Artioli Gnoli
www.artiolignoli.com
I miei risparmi, come posso metterli al sicuro? Come creare tranquillità per me e i miei eredi? Che azioni intraprendere? Cos'è legittimo e sicuro? E cosa può portarmi fuori strada? A tutte queste domande possono essere date risposte ma con ordine. Abbiamo trattato l'introduzione alla pianificazione patrimoniale, oggi cercheremo di dare una prima risposta a queste domande assillanti, ricordandoci di partire sempre da un'analisi preventiva patrimoniale.
1) La riservatezza del proprio patrimonio: serve ad evitare di dover rendere noto a terzi le proprie disponibilità e quindi ad evitare pressioni particolari di terzi, ad impedirne l'aggressione patrimoniale. Lo strumento adatto in questo caso è l'intestazione fiduciaria, con cui è possibile attuare anche istruzioni per la gestione patrimoniale.
2) La segregazione dei beni: ha lo scopo di ottimizzare la fiscalità, sottrarre il patrimonio dall'aggressione dei creditori e in ultimo sottrarlo dalla possibilità di cattiva gestione di parenti, eredi, dando regole e mantenendolo unito. In questo caso gli strumenti idonei saranno: trust, polizze vita, fondi patrimoniali.
3) L'assicurazione da malattia, morte, elementi di diminuzione reddituale, eventi negativi patrimoniali e in questi casi gli strumenti saranno polizze vita, vita miste, rendite.
4) La pianificazione patrimoniale: ovvero, l'educazione volta al raggiungimento di obiettivi patrimoniali familiari che aumentino il business familiare ancorché difendano lo stesso con finalità volte al benessere materiale e morale della famiglia, portando valori al compimento di mantenimento e trasferimento della ricchezza di generazione in generazione. Gli strumenti più idonei saranno trust, patti di famiglia, patti di convivenza, polizze vita, usufrutto, donazioni, charity, strutture societarie.
5) Il controllo dell'azienda famigliare nel futuro: attività volte al bene della propria azienda e alla sua continuità; le casistiche sono legate alla perdita della capacità imprenditoriale, ai conflitti tra soci e parenti, creditori, soci non voluti o ingressi societari non desiderati. Le attività saranno dirette verso la difesa, quindi: holding di famiglia, trust, patti di famiglia, usufrutto.
Questa casistica non è esaustiva ma vuole rappresentare i rischi e le possibili soluzioni: serve un'alchimia tra gli uni e gli altri strumenti che possa rendere efficace ed efficiente il risultato. Ad ogni rischio non corrisponde una soluzione univoca ma spesso più strumenti creano la giusta risposta. Come partire? Da un bisogno si solleveranno le possibili soluzioni che necessariamente toccheranno altri nervi scoperti e per questo dovranno essere citate e misurate nell'analisi preventiva.
L'analisi servirà a misurare il livello di ricchezza e soprattutto a pesare il proprio patrimonio. Quante volte ci siamo chiesti quanto potevano valere la nostra casa, la nostra azienda, i nostri quadri e i nostri investimenti? Cosa può accadere se l'Italia uscirà dall'euro? Come potrò salvaguardare i miei risparmi. La pianificazione patrimoniale è la soluzione ma prevede la volontà di misurarsi con interlocutori con competenze trasversali che sappiano attivare le giuste leve prima di lanciarsi in soluzioni ardite. Nei prossimi giorni capiremo cosa fare da subito per verificare se abbiamo un problema patrimoniale e come possiamo risolverlo.
Umberto Artioli Gnoli
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