Pd, l’amarezza di Mesini «È un momento difficile»
di Andrea Gilioli
Il giovane segretario sassolese commenta le scissioni in corso nel partito Dem: «Quando qualcuno decide di uscire si perde ricchezza di opinioni e di contenuti»
3 MINUTI DI LETTURA
È l’amarezza il sentimento dominante nelle parole del segretario sassolese del Partito Democratico, Matteo Mesini, pronunciate per commentare le prime ripercussioni locali delle scissioni e delle liti interne al Pd nazionale. Addii e distinguo che stanno sconvolgendo il partito, alle prese col congresso e le primarie, a Roma come a Sassuolo.
Se nel panorama nazionale sono arrivate negli ultimi giorni sia le candidature in aperto contrasto al segretario uscente Matteo Renzi sia l’addio di diversi esponenti storici, che hanno costituito o stanno per costituire nuovi partiti e movimenti, anche in città il clima non è meno teso, con consiglieri e iscritti indecisi e alcuni che hanno già scelto di voltare le spalle e andarsene.
«È un periodo – spiega il giovane segretario Matteo Mesini - molto difficile, perché quando qualcuno decide di uscire dispiace sempre: si perde sia la ricchezza di opinioni che quella persona ha dato al partito sia i contenuti che ha saputo portare nella politica locale e non solo. È una situazione che mi amareggia molto e mi mette davvero in difficoltà. A seguito dei rivolgimenti nazionali ci sono diverse figure, anche storiche, del Pd sassolese che stanno vivendo un momento di forte riflessione e alcuni hanno già fatto la scelta di uscire».
Il riferimento è al consigliere comunale Renzo Catucci, dimessosi dalla segreteria con una lunga lettera indirizzata al segretario, dell’altro membro della segreteria, Simone Tazzioli, e del componente della direzione, Giuseppe Bove. I tre non hanno nascosto la loro vicinanza al neonato “Articolo 1 - movimento democratico e progressista”, che si sta formando in questi giorni dalla scissione dei “bersaniani” e di altre correnti in contrasto con la figura dell’ex premier Renzi, e potrebbero presto dar vita alla sezione sassolese di Dp.
«Mi dispiace molto - continua Mesini - per questi abbandoni, così come sono preoccupato anche per le perplessità che altri esponenti stanno esprimendo, a partire dal consigliere Zanoli», che su Facebook ha motivato con numerosi argomenti, una sua, ancora incerta, uscita dal Pd. Anche in vista del congresso e delle primarie la situazione del Pd sassolese appare incerta e fluida: «Nelle prossime settimane – ha affermato il segretario Mesini - dovremmo organizzare una riunione locale in cui saranno chiamati a votare solo gli iscritti. È tutto in divenire e credo che questi abbandoni lasceranno il segno».
Al momento tanti degli storici “ex Ds” sono rimasti all’interno del Partito Democratico ma non si esclude che dopo le primarie ci possano essere nuovi abbandoni. In merito il segretario Mesini si è detto comunque fiducioso sull’assenza di ripercussioni sulla giunta e la maggioranza in consiglio (Catucci non è uscito dal gruppo consiliare Pd).
«Abbiamo condiviso delle linee di mandato – conclude il segretario - e perciò credo che fino al 2019 rimarrà, al di là dei nomi, piena convergenza di idee e obiettivi per la politica locale».
Se nel panorama nazionale sono arrivate negli ultimi giorni sia le candidature in aperto contrasto al segretario uscente Matteo Renzi sia l’addio di diversi esponenti storici, che hanno costituito o stanno per costituire nuovi partiti e movimenti, anche in città il clima non è meno teso, con consiglieri e iscritti indecisi e alcuni che hanno già scelto di voltare le spalle e andarsene.
«È un periodo – spiega il giovane segretario Matteo Mesini - molto difficile, perché quando qualcuno decide di uscire dispiace sempre: si perde sia la ricchezza di opinioni che quella persona ha dato al partito sia i contenuti che ha saputo portare nella politica locale e non solo. È una situazione che mi amareggia molto e mi mette davvero in difficoltà. A seguito dei rivolgimenti nazionali ci sono diverse figure, anche storiche, del Pd sassolese che stanno vivendo un momento di forte riflessione e alcuni hanno già fatto la scelta di uscire».
Il riferimento è al consigliere comunale Renzo Catucci, dimessosi dalla segreteria con una lunga lettera indirizzata al segretario, dell’altro membro della segreteria, Simone Tazzioli, e del componente della direzione, Giuseppe Bove. I tre non hanno nascosto la loro vicinanza al neonato “Articolo 1 - movimento democratico e progressista”, che si sta formando in questi giorni dalla scissione dei “bersaniani” e di altre correnti in contrasto con la figura dell’ex premier Renzi, e potrebbero presto dar vita alla sezione sassolese di Dp.
«Mi dispiace molto - continua Mesini - per questi abbandoni, così come sono preoccupato anche per le perplessità che altri esponenti stanno esprimendo, a partire dal consigliere Zanoli», che su Facebook ha motivato con numerosi argomenti, una sua, ancora incerta, uscita dal Pd. Anche in vista del congresso e delle primarie la situazione del Pd sassolese appare incerta e fluida: «Nelle prossime settimane – ha affermato il segretario Mesini - dovremmo organizzare una riunione locale in cui saranno chiamati a votare solo gli iscritti. È tutto in divenire e credo che questi abbandoni lasceranno il segno».
Al momento tanti degli storici “ex Ds” sono rimasti all’interno del Partito Democratico ma non si esclude che dopo le primarie ci possano essere nuovi abbandoni. In merito il segretario Mesini si è detto comunque fiducioso sull’assenza di ripercussioni sulla giunta e la maggioranza in consiglio (Catucci non è uscito dal gruppo consiliare Pd).
«Abbiamo condiviso delle linee di mandato – conclude il segretario - e perciò credo che fino al 2019 rimarrà, al di là dei nomi, piena convergenza di idee e obiettivi per la politica locale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
