Il Lambrusco si fa strada... Portate il carburante!
Ultimamente se ci avete fatto caso la parola Lambrusco viene buttata sul tavolo molto spesso durante le varie interviste e conferenze da parte del critico d'arte, opinionista, scrittore, personaggio...
Ultimamente se ci avete fatto caso la parola Lambrusco viene buttata sul tavolo molto spesso durante le varie interviste e conferenze da parte del critico d'arte, opinionista, scrittore, personaggio televisivo ed ex parlamentare italiano Vittorio Sgarbi (in foto) all'anagrafe, Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi. Un suo recente post su Facebook recitava: «Bevi un Lambrusco, ti fanno il palloncino e ti portano via l'auto. Ma che mondo è?». Quest'estate ospite a Verona Fiere al congresso di Assoenologi ha detto: «Sono un eretico. Nonostante mio padre sia un appassionato e abbia cercato di abituarmi al meglio, io bevo esclusivamente Lambrusco. Vino che adesso ha una dignità, una volta veniva considerato una sorta di coca cola italiana, oggi ha il pregio di migliorare continuamente, mentre tutto è in declino, dalla politica all'arte».
Pochi giorni fa ospite al Forum Monzani ha esordito dicendo di essere molto felice di essere a Modena, che ricorda con amore non solo perché gli salvarono la vita con un operazione al Policlinico, infatti ecco subito udirsi il nuovo mantra del professore: «Il Lambrusco mi eccita come una ragazza, sono astemio, ma bevo solo il vostro buonissimo Lambrusco».
Durante Expo 2015 disse: «Bevo con piacere e soddisfazione, forse perché è emiliano come me, solo il Lambrusco. E non solo per il suo sapore, perché è frizzante, allegro, poco alcolico, ma perché è l'unico vino rosso che non ha la “mitologia” della temperatura, del “culto” dell'ambiente, e si può bere gelido come la Coca Cola. La “mia Coca Cola”, che odio, peraltro, è il Lambrusco». Dopo tutto sempre più spesso si sente dire che il vino è cultura, se non addirittura arte, e chi sa bere e magiare bene da buon intenditore, approfondendo questa cultura viene visto con ammirazione di chi possiede l'arte del saper vivere. Non di solo pane vivrà l'uomo, ma in questo caso l'approccio al morso e al sorso non è più mera questione di sopravvivenza, di sfamare e riempire lo stomaco ma di far arrivare sensazioni emozionali che nutrono prima la mente, l'anima e il cuore.
Il Lambrusco fece breccia anche nel cuore di Filippo Tommaso Marinetti padre del Futurismo. Memorabile fu l’aerobanchetto, organizzato a Bologna nel '31 durante il quale Marinetti proclamò: «Voliamo a ottomila metri: sentite come questo nutre e favorisce lo stomaco»; dai commensali si levò allora una richiesta tonante: «Vogliamo il carburante». E qui entrò in scena sua maestà il Lambrusco servito in latte da benzina.
* Il Lambruscologo.
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