Gazzetta di Modena

Modena

«Siamo i big dell’impresa ma partimmo da fattorini» 

di Chiara Cavani
«Siamo i big dell’impresa ma partimmo da fattorini» 

Le storie di Franco Stefani, Horacio Pagani, Anna Marchetti e Mauro Sirani  «Sacrificio, umiltà e passione: solo così potrete raggiungere ruoli prestigiosi»

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“Consigli dai Leader”: si chiamava così l’incontro organizzato alla Camera di Commercio, nell’ambito della quinta edizione a Modena della “Fiera delle opportunità”. Un percorso rivolto ai giovani, dagli studenti delle scuole superiori agli studenti universitari. Gli studenti hanno incontrato Franco Stefani, Presidente di System Group, Horacio Pagani, Presidente di Pagani Automobili, Anna Marchetti, Stilista e Presidente di Anna Marchetti Group, e Mauro Sirani, Amministratore di Philip Morris. Tutti hanno evidenziato come nella loro carriera siano partiti da lavori umili: chi consegnava il latte, chi faceva il fattorino, ma tutti sono riusciti con sacrifici a raggiungere ruoli prestigiosi nell’ambito imprenditoriale.
Franco Stefani ha evidenziato come l’inizio della sua storia si possa ricercare nella sua passione per l’elettrotecnica e l’elettronica ed è proprio durante il periodo alla Marazzi che ha potuto cimentarsi con quella attitudine: la sua attività si sarebbe basata sull’innovazione, intesa come un cambiamento nel modo di pensare. «Uno dei grandi obiettivi della nostra azienda è creare posti di lavoro perché la risorsa più grande del nostro paese è l’uomo. I lavoratori italiani sono creativi e innovativi: hanno ereditato dalla storia rinascimentale un fattore molto importante, quello di andare in bottega ad apprendere un mestiere con gli artisti e gli scienziati e gli architetti, una cultura che dev’essere tramandata di generazione in generazione e su cui si deve lavorare per costruire il futuro dell’imprenditoria».
Horacio Pagani, fin da ragazzino ha nutrito «una grande passione per l’arte e le materie scientifiche, ma soprattutto per le auto che mi ha spinto ad emigrare dall’Argentina in Italia, fino a Modena». Ed è proprio a Modena, dopo anni di sacrifici, che Pagani ha iniziato la sua attività: «Non dobbiamo mai rinunciare ai sogni, all’opportunità che abbiamo di sognare e di realizzare un percorso anche se può sembrare difficile. Quando durante la vita si presentano ostacoli, barriere, l’intraprendenza e il desiderio di raggiungere un obiettivo, aiutano».
«Queste barriere non sono lì per caso, servono a formarci, a temprarci, a migliorarci. Il traguardo è sognare il nostro percorso studiando, avendo un comportamento serio. Passione, rigore e disciplina».
Infine ha ricordato ai giovani di lottare per le loro idee: «non vedete la gioia solo nel traguardo ma anche nei passi che si compiono per raggiungerlo, cercando di godere ogni minuto di questo percorso, anche davanti alle complicazioni e problemi». «Cercate di essere umili ma anche molto felici».
La stilista Anna Marchetti è presidente dell’omonimo gruppo, con atelier e boutique in tutto il mondo: «Fin da ragazza avevo un sogno e idee molto chiare su quello che avrei fatto da grande». Questo l’ha aiutata nella scelta della scuola, perché «non è semplice in età adolescenziale sapere e capire che cosa si vorrà fare a vita».
«Il lavoro è sacrificio, ma anche gioia e soddisfazione, nel momento in cui puoi fare quello che hai veramente sognato. Ad ogni ragazzo dico e insisto: cercate di trovare in voi, nella vostra mente, nel vostro cuore quello che volete fare da grandi, perché così almeno è stato per me, ho sognato questo lavoro e sono riuscita a farlo, e credetemi ogni mattina, e l’anno scorso abbiamo compiuto i 50 anni d’attività, è come fosse il primo giorno, con lo stesso entusiasmo, ed è questo che auguro anche a Voi».
La sua passione per la moda è nata quando aveva 4-5 anni: «Vedevo lavorare la sarta che veniva in casa a sistemare i vestiti e lasciava a terra i ritagli di tessuto, io li utilizzavo per vestire le mie bambole».
Ma se non vi fosse stata in lei quella creatività e l’inventiva non avrebbe svolto questo lavoro. Quindi occorre saper far fruttare la nostra creatività che esiste in ogni persona: «Per fare l’imprenditore, ma non solo, qualunque sia la vostra missione lavorativa, perché la si possa portare al successo occorre fare sacrifici lavorativi immensi per tutta la vita, ma il sacrificio è supportato dalle soddisfazioni» ha anche aggiunto ricordando l’importanza dell’alternanza scuola/lavoro promossa in questi anni perché permette di supportare la teoria attraverso la pratica che la arricchisce. «Se avete un sogno coltivatelo, non un sogno frivolo, ma quello vero che è dentro ad ognuno di voi. Poi ricordatevi queste parole: i sacrifici che sono la quotidianità nel lavoro e non bisogna mai mollare anche nei momenti di sconforto e difficoltà. Viva i giovani!».
Mauro Sirani (Philip Morris) ha aperto così: «Le persone di successo hanno una cosa in comune: pensano in modo diverso dalle altre. I talenti nati sono una minoranza, ma ognuno di noi può sviluppare il proprio talento. La forza e la determinazione delle persone per raggiungere un obiettivo sono determinanti. Per capire qual è il nostro talento occorre dare il massimo impegno cercando di superare se stessi per capire se sei naturalmente bravo o se lo sforzo che fai non ti ripaga. Il successo è un equilibrio tra l’ambizione e la capacità».
«In azienda utilizziamo molto il “Job rotation” per capire in quale tipologia di lavoro la persona riesce ad esprimere la sua naturale capacità ed inserirla in un lavoro dove è particolarmente bravo e può dare migliori risultati».
«L’innovazione è strettamente collegata all’immaginazione perché ognuno di noi prima immagina un prodotto e poi lo realizza. La scienza scopre ma l’arte crea e per essere persone di successo occorre utilizzare entrambe». Sirani ha concluso dicendo che «le persone e la capacità che noi abbiamo di valorizzarle fanno la differenza nelle aziende, ma anche le persone stesse devono impegnarsi al massimo in ogni lavoro che fanno per capire se quella è la loro strada. Non è importante a quale livello sarete campioni, ma dovrete trovare quell’equilibrio tra avrete nella vostra mansione e le vostre capacità e per scoprirlo vi dovrete impegnare».

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