Droga, alcol e gioco d’azzardo Allarme rosso in tutto il distretto
di Alfonso Scibona
Le scommesse stanno diventando una patologia diffusa e le nuove generazioni scoprono l’eroina Il dottor Annovi (Sert): «Ci sono ricadute sociali, le persone prendano coscienza del loro problema»
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Le dipendenze continuano ad essere un problema per tutto il territorio, come confermano i dati 2016 del Servizio sanitario. Il distretto di Sassuolo ha infatti “trattato” 201 tossicodipendenti, 207 alcolisti, 67 tabagisti e 38 giocatori d’azzardo, per un totale di 503 persone. I primi due ambiti vedono un incremento del 20% sul numero di coloro presi in carico dal servizio, ma c’è un allarme per i giocatori d’azzardo, più che triplicati quelli in trattamento e decuplicati quelli di cui sono conosce l’esistenza. Cresce anche del 50% il mondo dei tabagisti che sono in osservazione. Dati che vengono analizzati nel loro complesso da Claudio Annovi, responsabile del Sert di distretto.
Dottore, gli incrementi sono soprattutto tra i giocatori d’azzardo.
«Il nostro servizio dipendenze patologiche da tempo si occupa anche del gioco d’azzardo patologico e nel corso di questi anni abbiamo visto un aumento degli accessi e di domande d’aiuto. Nel solo distretto di Sassuolo, nel corso del 2016 sono state 38 le persone seguite per disturbi legate al gioco patologico. Ma questa è la punta di un iceberg, stiamo parlando di un fenomeno che anche nel nostro territorio coinvolge un numero di persone molto più esteso. Ci sono centinaia e centinaia di giocatori problematici: all’interno di questa componente ci sono diverse persone che attraverso il gioco hanno incontrato una perdita di controllo e che, se non sono aiutate dai famigliari e non sono in uno stato di grazia per prendere coscienza o motivazione ad affrontare il problema, corrono il rischio di dare continuità a una deriva che può essere molto pesante. Noi siamo un punto di riferimento per tutti coloro che hanno bisogno del nostro servizio che, ripeto, è rivolto alle dipendenze patologiche, non solo a quella del gioco, ci occupiamo di sostanze illegali, alcol e tabacco. L’accesso è libero e diretto non occorre nessuna prescrizione anche se l’indicazione del medico di medicina generale è bene accetta; chiunque può telefonare e avere una prima consulenza. Tutto è gratuito e anche il gioco d’azzardo da quest’anno rientra nei servizi essenziali di cura senza ticket da pagare».
Passiamo alle sostanze illegali. Sembra che l’eroina sia in calo tra i fruitori seguiti.
«Tra i consumatori storici l’eroina era molto di moda negli anni ’60, ’70 e ’80 oggi non è più così ed i consumi di sostanze illegali si sono orientati su sostanze sintetiche, metanfetamine, cannabis, hashish e marijuana e cocaina. Attenzione perché anche sul tema eroina ci sono ritorni di fiamma. Abbiamo segnalazione e stiamo vedendo, diciamo in misura ridotta, nuovi accessi. In parte viene consumata con modalità anche diverse rispetto a quelle storiche. Non è di moda ma non è scomparsa, rimane sicuramente un pericolo comunque molto alto e non deve calare la guardia da parte non solo del nostro servizio, ma di chi è preposto a fronteggiare sul piano preventivo e comportamentale il problema».
Passando al tabagismo ci sono delle novità per quanto riguarda ad esempio l’uso della sigaretta elettronica?
«È una moda che ha attirato l'attenzione e acceso il dibattito pubblico, ma oggi è un po’ relegata a un intervento che può essere ritenuto di riduzione del danno. Non c’è evidenza che dimostri che sia efficace come risoluzione al problema del tabagismo o che non determini problemi di altro genere; non ci sono ancora studi sufficienti. Di fatto è una riduzione del danno: si continuano comunque a utilizzare cartucce di nicotina che è pura e quindi è il minore dei mali perché ciò che produce effetti nefasti è la combustione con tutti i rischi cancerogeni e tossici».
L’alcool stabile, come consumi e trattamenti?
«Rimane di largo consumo con una presenza molto marcata, ma prosegue il cambiamento delle modalità del bere: dal bere a pasto si sta sempre di più transitando verso chi consuma con modalità nordiche, non tutti i giorni, ma quando beve corre il rischio di farlo pesantemente. Stiamo inoltre vivendo il fenomeno anche giovanile dei consumi problematici con il “binge drinking” che rimane una spina nel fianco, incidendo sia sulla sicurezza alla guida sia sui problemi che uno stato di ridotta lucidità può comportare. Non dimentichiamo la questione salute. Per tutelare i più giovani è anche cambiata la normativa: dal 2013, per esempio, è fatto divieto ai minorenni di acquistare o ricevere in somministrazione sostanze alcoliche in locali pubblici».
Dottore, gli incrementi sono soprattutto tra i giocatori d’azzardo.
«Il nostro servizio dipendenze patologiche da tempo si occupa anche del gioco d’azzardo patologico e nel corso di questi anni abbiamo visto un aumento degli accessi e di domande d’aiuto. Nel solo distretto di Sassuolo, nel corso del 2016 sono state 38 le persone seguite per disturbi legate al gioco patologico. Ma questa è la punta di un iceberg, stiamo parlando di un fenomeno che anche nel nostro territorio coinvolge un numero di persone molto più esteso. Ci sono centinaia e centinaia di giocatori problematici: all’interno di questa componente ci sono diverse persone che attraverso il gioco hanno incontrato una perdita di controllo e che, se non sono aiutate dai famigliari e non sono in uno stato di grazia per prendere coscienza o motivazione ad affrontare il problema, corrono il rischio di dare continuità a una deriva che può essere molto pesante. Noi siamo un punto di riferimento per tutti coloro che hanno bisogno del nostro servizio che, ripeto, è rivolto alle dipendenze patologiche, non solo a quella del gioco, ci occupiamo di sostanze illegali, alcol e tabacco. L’accesso è libero e diretto non occorre nessuna prescrizione anche se l’indicazione del medico di medicina generale è bene accetta; chiunque può telefonare e avere una prima consulenza. Tutto è gratuito e anche il gioco d’azzardo da quest’anno rientra nei servizi essenziali di cura senza ticket da pagare».
Passiamo alle sostanze illegali. Sembra che l’eroina sia in calo tra i fruitori seguiti.
«Tra i consumatori storici l’eroina era molto di moda negli anni ’60, ’70 e ’80 oggi non è più così ed i consumi di sostanze illegali si sono orientati su sostanze sintetiche, metanfetamine, cannabis, hashish e marijuana e cocaina. Attenzione perché anche sul tema eroina ci sono ritorni di fiamma. Abbiamo segnalazione e stiamo vedendo, diciamo in misura ridotta, nuovi accessi. In parte viene consumata con modalità anche diverse rispetto a quelle storiche. Non è di moda ma non è scomparsa, rimane sicuramente un pericolo comunque molto alto e non deve calare la guardia da parte non solo del nostro servizio, ma di chi è preposto a fronteggiare sul piano preventivo e comportamentale il problema».
Passando al tabagismo ci sono delle novità per quanto riguarda ad esempio l’uso della sigaretta elettronica?
«È una moda che ha attirato l'attenzione e acceso il dibattito pubblico, ma oggi è un po’ relegata a un intervento che può essere ritenuto di riduzione del danno. Non c’è evidenza che dimostri che sia efficace come risoluzione al problema del tabagismo o che non determini problemi di altro genere; non ci sono ancora studi sufficienti. Di fatto è una riduzione del danno: si continuano comunque a utilizzare cartucce di nicotina che è pura e quindi è il minore dei mali perché ciò che produce effetti nefasti è la combustione con tutti i rischi cancerogeni e tossici».
L’alcool stabile, come consumi e trattamenti?
«Rimane di largo consumo con una presenza molto marcata, ma prosegue il cambiamento delle modalità del bere: dal bere a pasto si sta sempre di più transitando verso chi consuma con modalità nordiche, non tutti i giorni, ma quando beve corre il rischio di farlo pesantemente. Stiamo inoltre vivendo il fenomeno anche giovanile dei consumi problematici con il “binge drinking” che rimane una spina nel fianco, incidendo sia sulla sicurezza alla guida sia sui problemi che uno stato di ridotta lucidità può comportare. Non dimentichiamo la questione salute. Per tutelare i più giovani è anche cambiata la normativa: dal 2013, per esempio, è fatto divieto ai minorenni di acquistare o ricevere in somministrazione sostanze alcoliche in locali pubblici».
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