cavezzo
Il “maestro dei maestri” di tennis
di Valentina Corsini
Prestigiosa qualifica a Donato Campagnoli. Sono solo 49 al mondo
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CAVEZZO. Premiato A febbraio negli Stati Uniti, sull’isola di Hilton Head in South Carolina, con la prestigiosa qualifica di “Ptr International Master Professional”.
Qualifica conferita ad oggi solo a 49 persone nel mondo.
Ad assistere c’erano più di 600 personalità di spicco e internazionali.
Ancora: eletto coach italiano dell’anno nel 2014, a Palazzolo, nell’ambito del meeting annuale della sezione Ptr Italia, che ha radunato quasi 300 insegnanti di tennis.
Questi sono solo alcuni degli riconoscimenti consegnati a Donato Campagnoli.
Classe 1970, residente a Cavezzo con la famiglia, e oggi valido formatore e consulente per la Federazione Italiana Tennis, dopo essere stato maestro di tennis per diversi anni. Molti dei quali trascorsi presso il Club Giardino di Carpi.
«Durante la cena di gala, ad Hilton Head, quando ho dovuto fare il discorso in inglese dopo aver ritirato il premio, sono saltati tutti gli schemi. Ero nervoso e molto emozionato - racconta Donato - sono abituato a parlare in pubblico perché, prima di dedicarmi per passione all’insegnamento del tennis, ho fatto l’interprete e il traduttore. Ma l’importanza del premio e il contesto in cui mi è stato conferito hanno avuto un notevole impatto anche su di me. Per essere ammesso tra i candidati in lizza per un riconoscimento del genere, ho dovuto costruire un portfolio personale, di 470 pagine, diviso in 7 capitoli, che raggruppasse tutte le attività degne di nota nella mia carriera nel tennis. Per esempio in quante scuole tennis ho insegnato, che contributo ho dato alla comunità nello sviluppo di questo sport e diverse lettere di referenze di molti colleghi in merito al mio operato».
Campagnoli, dopo aver insegnato tennis a diversi giocatori professionisti e semiprofessionisti, accompagnandoli anche in giro per il mondo ad importanti tornei, è oggi uno stimato consulente nonché formatore di insegnanti per conto della Federazione Italiana Tennis.
«Mi occupo di formare gli insegnanti di tennis per conto della Federazione e seguo anche molte conferenze all’estero, finendo per trascorrere almeno 100 giorni all'anno lontano da casa - spiega Donato - quando invece insegnavo, dovendo accompagnare i giocatori in importanti tornei internazionali, trascorrevo all’estero molto più tempo, quasi 200 giorni all'anno. Del periodo come insegnante, ricordo che cercavo di soddisfare il più possibile le esigenze degli atleti che avevo di fronte, migliorando il loro modo di giocare».
Un lavoro impegnativo, quello di Campagnoli, che però ha sempre trovato il supporto della sua famiglia, a Cavezzo: «Mia moglie mi ha sempre sostenuto in tutto. Mentre i miei due figli inizialmente vedevano il tennis solo come ciò che mi portava lontano da casa. Ora, invece, ci giocano entrambi ed è diventato qualcosa di molto importante anche per loro», conclude il “maestro dei maestri”.
Qualifica conferita ad oggi solo a 49 persone nel mondo.
Ad assistere c’erano più di 600 personalità di spicco e internazionali.
Ancora: eletto coach italiano dell’anno nel 2014, a Palazzolo, nell’ambito del meeting annuale della sezione Ptr Italia, che ha radunato quasi 300 insegnanti di tennis.
Questi sono solo alcuni degli riconoscimenti consegnati a Donato Campagnoli.
Classe 1970, residente a Cavezzo con la famiglia, e oggi valido formatore e consulente per la Federazione Italiana Tennis, dopo essere stato maestro di tennis per diversi anni. Molti dei quali trascorsi presso il Club Giardino di Carpi.
«Durante la cena di gala, ad Hilton Head, quando ho dovuto fare il discorso in inglese dopo aver ritirato il premio, sono saltati tutti gli schemi. Ero nervoso e molto emozionato - racconta Donato - sono abituato a parlare in pubblico perché, prima di dedicarmi per passione all’insegnamento del tennis, ho fatto l’interprete e il traduttore. Ma l’importanza del premio e il contesto in cui mi è stato conferito hanno avuto un notevole impatto anche su di me. Per essere ammesso tra i candidati in lizza per un riconoscimento del genere, ho dovuto costruire un portfolio personale, di 470 pagine, diviso in 7 capitoli, che raggruppasse tutte le attività degne di nota nella mia carriera nel tennis. Per esempio in quante scuole tennis ho insegnato, che contributo ho dato alla comunità nello sviluppo di questo sport e diverse lettere di referenze di molti colleghi in merito al mio operato».
Campagnoli, dopo aver insegnato tennis a diversi giocatori professionisti e semiprofessionisti, accompagnandoli anche in giro per il mondo ad importanti tornei, è oggi uno stimato consulente nonché formatore di insegnanti per conto della Federazione Italiana Tennis.
«Mi occupo di formare gli insegnanti di tennis per conto della Federazione e seguo anche molte conferenze all’estero, finendo per trascorrere almeno 100 giorni all'anno lontano da casa - spiega Donato - quando invece insegnavo, dovendo accompagnare i giocatori in importanti tornei internazionali, trascorrevo all’estero molto più tempo, quasi 200 giorni all'anno. Del periodo come insegnante, ricordo che cercavo di soddisfare il più possibile le esigenze degli atleti che avevo di fronte, migliorando il loro modo di giocare».
Un lavoro impegnativo, quello di Campagnoli, che però ha sempre trovato il supporto della sua famiglia, a Cavezzo: «Mia moglie mi ha sempre sostenuto in tutto. Mentre i miei due figli inizialmente vedevano il tennis solo come ciò che mi portava lontano da casa. Ora, invece, ci giocano entrambi ed è diventato qualcosa di molto importante anche per loro», conclude il “maestro dei maestri”.
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