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«L’estate ai Giardini costerà 105mila euro Pavarotti? Vedremo» 

«L’estate ai Giardini costerà 105mila euro Pavarotti? Vedremo» 

Gli eventi dei prossimi mesi: «Il 6 settembre in città non ci sarà nulla, stiamo pensando ad altre giornate»

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«Quando abbiamo saputo - spiega l’assessore Cavazza - che il decennale della morte di Pavarotti sarà all’Arena di Verona abbiamo manifestato la nostra amarezza perché ci eravamo scambiati idee con la famiglia del grande tenore. Nicoletta Mantovani è una imprenditrice e ha i suoi obiettivi, l’amministrazione ne ha altri. In passato tutto ciò si è incrociato e ci saranno collaborazioni anche future perché abbiamo diverse proposte per quanto riguarda il riconoscimento del valore di Pavarotti».
Ieri Cavazza ha ricordato che per la prima volta il 6 settembre non ci sarà nulla a Modena: «Il pubblico sarà tutto al tempio della lirica, l’arena di Verona, o davanti al televisore con la diretta della Rai. Ricordo comunque che durante lo spettacolo a Verona si parlerà di Pavarotti quindi di Modena del Belcanto. E’ una opportunità per la nostra città».
A Modena avete annunciato l’arrivo di un monumento dedicato al Tenorissimo, a che punto siete?
«La statua sarà realizzata da un grande scultore, non ho dubbi: vaglieremo insieme alla famiglia e alla Fondazione Pavarotti i progetti dell’opera. Il Comune dirà la sua opinione, siamo in attesa del bozzetto e ora tocca alla Soprintendenza a cui abbiamo chiesto un parere. La statua sarà a figura intera, in marmo, e sarà collocata a fianco del teatro comunale già dedicato a Pavarotti».
Perso un grande evento, ne resta uno fondamentale come il concerto “Modena Park” di Vasco Rossi.
«Ci stiamo lavorando intensamente con scelte che renderanno il meno impattante possibile l’evento che porterà in città oltre 220mila persone. Fondamentale anche la mostra dedicata alla carriera di Vasco che si terrà al Foro Boario con preview al Mata. Ma tutta l’estate modenese sarà intensa e all’insegna della qualità: inizieremo con la notte bianca per la quale abbiamo incontrato i commercianti che ci hanno manifestato il loro interesse».
Il parco Ferrari sarà il centro dell’estate?
«Non ci abbiamo pensato, ma organizzare lì eventi prima del concerto del Blasco sarebbe stato impossibile. L’estate si farà regolarmente in altri luoghi tra cui i Giardini pubblici. Abbiamo già diffuso il bando per assegnare le risorse».
I Giardini avranno un ruolo centrale?
«Sì, oggi in giunta comunale approveremo un bando pubblico espressamente per la gestione dell’estate ai giardini. Ci sono a disposizione 105mila euro per valorizzare i giovani e la realtà territoriale. Anche quest’anno per l’estate ci sarà anche il consueto concerto di Radio Bruno. A proposito dei bandi desidero evidenziare la modalità che seguiamo: non è più l’assessore che decide dove vanno le risorse, ma sono i tecnici e gli esperti che lavorano in nome della trasparenza e della qualità».
Al di là dei bandi come decidete i compensi per gli esperti che il Comune utilizza per mostre e attività?
«Le mostre, per fare un esempio pratico, hanno costi sia interni che esterni e i curatori si collocano in quest’ultimo capitolo. La scelta è determinata dai dirigenti comunali della cultura e anche i compensi derivano dalle loro decisioni (per quanto riguarda le mostre il Comune assegna compensi che vanno da 2500 euro fino a 20mila e anche 50mila euro, ndr.)».
Passiamo alle mostre, per il Mata ci sono tante spese e poco pubblico.
«E’ vero che i visitatori non sono stati moltissimi e all’ultima mostra I migliori album della nostra vita ce ne attendevamo un numero più consistente (11mila presenze al Museo della Figurina e al Mata, ndr.). Della esposizione si è parlato molto sulla stampa, certo dobbiamo migliorare la comunicazione e la promozione dei nostri prodotti culturali. A noi comunque risulta che tanti hanno apprezzato questa rassegna, certo si poteva fare di più e meglio, non ho dubbi. A riprova, in ogni caso, c’è il fatto che questa mostra è stata richiesta da Rimini, in occasione del granpremio di moto a Misano e in autunno andrà a Matera che sarà capitale italiana della cultura».
Aveva senso valorizzare - portandoli al Mata - i materiali del Museo della figurina?
«Abbiamo puntato su multimediale e innovazione, questo perché al futuro Polo dell’immagine al Sant’Agostino, che unirà la gestione di Civica, Figurina e Fondazione Fotografia, vogliamo dare vita a un centro con queste caratteristiche innovative».
Con il nuovo centro sparirà il Mata?
«Sì, lo abbiamo sempre detto: il Mata oggi è uno spazio alternativo tanto che Fondazione Fotografia organizzerà qui le sue mostre quando il Foro Boario sarà occupato dalle grandi esposizioni. Lavoriamo già in sinergia».
A Modena si potrà vedere in futuro qualche mostra di grande richiamo?
“Per fare il salto di qualità forniamo con il Polo dell’immagine e il resto tutte le condizioni per poterci arrivare: occorre tenere equilibrio tra i grandi eventi, il territorio e gli investimenti. Come verranno realizzate sarà responsabilità dei tecnici».

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