Carpi. Palazzo Foresti, un tesoro d’arte e architettura
Alberto Marri lo ha acquistato e ne ha fatto la sede di una preziosa collezione Realizzato nel 1892, ha uno scalone decorato dall’autore del sipario del teatro
CARPI. Ha superato vicissitudini famigliari, fallimenti, bombardamenti, scosse di terremoto: Palazzo Foresti è ancora lì, a pochi passi da piazza Garibaldi, ricco di storie da raccontare e impreziosito da una collezione di opere d'arte - soprattutto dipinti - frutto dell'amore di Alberto Marri, che acquistò il Palazzo nel 2004, per il collezionismo. Fu Pietro Foresti, imprenditore del truciolo, ad affidare all'architetto carpigiano Achille Sammarini, nel 1892, il progetto di ristrutturazione di alcuni edifici di sua proprietà, con l'intento di abbellirli e renderli omogenei. L'anno seguente venne terminata la facciata di via San Francesco che, nel 2012, si scoprì essere, in realtà, applicata alle strutture esistenti. «Stava staccandosi - spiega Marri - nell'800 non usava demolire, ma ricostruire, riutilizzando materiali esistenti».
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Tra il 1894 e il 1895, vennero poi completati gli apparati ornamentali. L'esterno era decorato da affreschi realizzati dal pittore carpigiano Lelio Rossi ma, è il caso di dirlo, è al suo interno che Palazzo Foresti svela la propria bellezza. Già nel cortile è visibile una bifora originale del XV secolo: in procinto di essere demolita da una casa in via “tiradora”, ossia via XX Settembre, fu salvata dal cavalier Foresti, che la fece rimontare presso la sua abitazione. E ancora, lo scalone decorato da Andrea Becchi, autore del sipario del Teatro di Carpi, che porta al primo piano della parte storica dell'immobile. Qui sono gli uffici e le sale dedicate agli artisti amati da Foresti. La sala Muzzioli, ad esempio - che oggi non esiste più, le sue decorazioni essendo state modificate da Umberto Severi per l'allestimento delle sale campionario - in omaggio al pittore modenese Giovanni Muzzioli, di cui il cavaliere era benefattore e del quale acquistò diverse opere che in seguito vennero sparse in tutto il mondo e di cui oggi 12 sono tornate “a casa”, grazie a Marri. Fu, tra i pittori modenesi, qualitativamente il migliore: prova ne è il fatto che fu nominato presidente dell'associazione degli artisti di Firenze ai tempi di Fattori, Telemaco Signorini, Boldini e di tutti i grandi nomi facenti parte della corrente dei Macchiaioli, di cui Muzzioli sviluppò la vena. E poi il Salotto Rosa, dove tele di Carlo Grossi si alternano a decorazioni di Lelio Rossi, dando vita a uno dei principali salottini liberty d'Italia. Le opere contenute a Palazzo Foresti sono davvero tante - oltre 120 - e in ogni sala è custodita una sorpresa per gli occhi. Nel dopoguerra, i Foresti lasciarono Carpi e, nei primi anni '60, il Palazzo fu acquistato da Umberto Severi che vi si trasferì, adibendo alcune sale a campionario della sua azienda di maglieria fino al tracollo economico degli inizi del 2000. «Acquistai il Palazzo dall'allora moglie di Umberto Severi, la signora Regina - racconta Marri - Tristi vicissitudini avevano colpito Severi: il fallimento, le verifiche, le revocatorie, i cattivi rapporti del figlio con la madre». Nel 2004, una prima sistemazione della parte storica; nel 2008, il restauro completo della parte retrostante costruita negli anni '60, mantenendo la pianta originale. «Il Palazzo si autosostiene, economicamente - afferma Marri - e chissà che, un domani, non diventi una Fondazione...».
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