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Pd, cento per Orlando segretario 

Pd, cento per Orlando segretario 

Vaccari e Baruffi: «La svolta arriverà da lui». E il candidato scrive a Muzzarelli

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«Riforme calate dall’alto» e «un cambiamento rimasto al palo» da parte di Renzi. Ecco perché circa cento esponenti modenesi del Partito democratico hanno preso posizione. Sosterranno il ministro alla Giustizia, Andrea Orlando, dal congresso alle primarie del Pd, previste per il 30 aprile. Tra i firmatari, tre assessori del Comune di Modena (Giulio Guerzoni, Giuliana Urbelli e Anna Maria Vandelli) e un sindaco di nome Muzzarelli. Non è Gian Carlo, ma il nipote Stefano, primo cittadino di Fanano. Appena venerdì scorso lo zio ha difeso la linea del “non compro a scatola chiusa”, scrivendo ai tre candidati alla guida del Pd (Michele Emiliano, Andrea Orlando e Matteo Renzi). Una scatola è stata aperta. «Caro Gian Carlo, ho molto apprezzato la tua lettera», si legge in un testo indirizzato dal guardasigilli a Muzzarelli senior. Il politico spezzino risponde su investimenti pubblici e autonomie locali. In particolare, per il ministro candidato «va definitivamente superato il sistema ipercentralista dei tagli lineari» e «ripristinata l’autonomia organizzativa», intervenendo sui blocchi del personale. Non manca un accenno a una rivisitazione (dopo la bocciatura della riforma costituzionale) della legge Delrio, che tante preoccupazioni inflisse al Muzzarelli presidente della Provincia.
Orlando si dice pronto a «scovare (le soluzioni) e disturbare», organizzando la conferenza programmatica «che avevo chiesto a tutto il Pd». Infine, l’appello: «qualunque sia la tua scelta congressuale, ti chiedo di darmi una mano. Un caro saluto, Andrea». Oltre al fronte nazionale, tuttavia, il sindaco deve guardare l’aspetto locale. «Muzzarelli deve preoccuparsi di valorizzare al meglio questo nuovo contributo che viene da sinistra», ha chiesto in Consiglio il gruppo di Articolo 1 - Movimento Democratici e Progressisti, guidato da Paolo Trande. Tanti i punti già sollevati, dalle nomine al nuovo Piano strutturale comunale.
«Occorre risolvere i problemi dei modenesi - ha spiegato ieri Stefano Vaccari, senatore Pd pro Orlando - ma se (i componenti di Articolo 1) entrano nelle dinamiche sui posizionamenti e i ruoli la domanda è ancora più carica di dubbi: perché? La separazione è una sconfitta per tutti». Davide Baruffi, deputato Pd pro Orlando, ha invocato il «senso di responsabilità». L’ex premier Renzi? Per il primo «ha lasciato il cambiamento al palo per molti versi», per il secondo «ha fatto calare dall’alto le riforme». I sostenitori di Orlando (oltre 1.800 in regione, circa 15mila sul territorio nazionale) apprezzano la rinuncia del ministro a un’eventuale aggiunta del “primo” davanti. Tra i sottoscrittori, i segretari dei Giovani Democratici Grigorij Calcagno (Modena), Alessandro Poggi (provincia) e Andrea Gozzi (regione). I giovani sono una frontiera da (ri)conquistare. «È stato uno dei limiti principali del Pd negli ultimi tempi», ha ammesso Luca Sabattini, consigliere regionale Pd pro Orlando. Il Comitato Modena con Orlando per il Pd ospiterà venerdì 17 marzo il ministro Anna Finocchiaro in città. Tre giorni dopo Cesare Damiano sarà a Carpi.
Gabriele Farina

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