Carpi, rischiò di morire al mare: è risarcita con 48mila euro
Carpi. Durante la vacanza in un hotel di Pesaro l’anziana fu colpita dalla legionella. Il figlio: «Accordo con l’assicurazione dopo tanti controlli e poca collaborazione»
CARPI. Si è chiusa con un accordo fuori dalle aule del Tribunale la penosa vicenda di una pensionata carpigiana di 80 anni che ha rischiato di morire a causa della legionella contratta nel bagno di una stanza d’albergo a Pesaro durante l’estate del 2015. La compagnia assicuratrice della struttura ricettiva nei giorni scorsi ha infatti deciso di risarcire con 48mila euro il danno subito dalla donna.
«Abbiamo accettato la somma proposta - racconta il figlio dell’anziana - perché un rifiuto avrebbe significato avviare una causa giudiziaria con il rischio di portare avanti la questione per altri 10 anni. Certo, la cifra non è irrilevante, ma solo noi sappiamo quello che abbiamo passato con mia madre in Rianimazione tra la vita e la morte per una settimana oltre a un mese in Lungodegenza».
IL CASO Il caso, di cui la Gazzetta si era già occupata all'epoca dei fatti, ha inizio durante una breve vacanza organizzata da un circolo sociale cittadino. «Mia madre - continua il figlio - era partita in perfetta forma, ma dopo alcuni giorni di permanenza al mare si era messa a letto con febbre alta e un malessere generale. La direzione dell’albergo ci informa della situazione e spiega di avere chiesto l’intervento dell’ambulanza. Consci che sarebbe stata ricoverata, abbiamo preferito trasferirla al Ramazzini per poterle essere più vicini. Dopo il ricovero le sue condizioni erano peggiorate: mia madre tossendo espelleva muco e sangue e la febbre non diminuiva. C’era il rischio che morisse, ma poi un medico ha avuto un’intuizione: informandosi sul luogo in cui mia madre aveva iniziato a sentire i primi malori ha capito che si trattava di legionella».
Così si sono potute avviare le cure mirate e dopo una settimana in Rianimazione le sue condizioni sono lentamente migliorate.
IL RISARCIMENTO «Dopo la diagnosi - continua il parente - l’ufficio Igiene ha messo casa nostra ai raggi X: controlli nei bagni, sui rubinetti e sui sanitari hanno però escluso che il contagio fosse avvenuto all’interno delle pareti domestiche. A quel punto era chiaro che il problema era partito dal bagno dell’albergo, ma non è stato facile accertarlo».
Sulle prime gli albergatori, secondo quanto riferisce la famiglia, negavano l’esistenza del problema e avevano messo sotto accusa una fontanella pubblica nei pressi della struttura ricettiva. «Per ottenere i controlli e superare la scarsa voglia di collaborare dell’albergo - racconta il figlio della donna - abbiamo chiesto aiuto a Federconsumatori di Carpi che ci ha dato le giuste informazioni per far valere i nostri diritti. Insomma, alla fine l’Ausl di Pesaro ha riconosciuto che la legionella arrivava dai sanitari dell’albergo e l’assicurazione è stata costretta a pagare. La struttura ricettiva è poi stata ristrutturata e, per quanto ne sappiamo, la compagnia assicuratrice a sua volta chiederà i danni ai gestori dell’albergo che non avevano provveduto a fare i controlli prima di accogliere i turisti».
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