Carpi, conducente e passeggeri aggrediti sulla corriera
L’autista: «Hanno intonato cori augurandomi la morte e offeso una mamma». Il bus ha dovuto fare una fermata fuori programma: sono intervenuti i carabinieri
CARPI. Insultato e aggredito, insieme a una ragazza, fino a quando è stato costretto a fermare la corriera che stava guidando perché non era più possibile continuare il viaggio in quelle condizioni.
Sono passate appena due settimane dall’ultima aggressione ai danni di un conducente Seta e un nuovo episodio increscioso si è verificato nel pomeriggio di ieri.
Erano circa le 14.30 quando un autista aveva appena caricato su un autobus della linea rossa gruppi di studenti alla fermata delle piscine. Improvvisamente, alcuni minorenni hanno iniziato a importunarlo, a offenderlo ripetutamente, indirizzandogli contro cori che inneggiavano alla sua morte. Hanno iniziato con il conducente del pullman per proseguire con una ragazza, madre di famiglia, passeggera dell’autobus. Tanto che l’autista ha dovuto chiamare i carabinieri.
«Ho dovuto fermare il pullman davanti alla stazione delle corriere, nonostante quella fermata non fosse prevista - racconta il conducente della linea su cui sono saliti i bulli minorenni - Tutto è partito quando ho caricato una decina di studenti, alle piscine: non so precisamente che scuola frequentino. Quello che so è che sono minorenni e di origine straniera. Si tratta dei soliti noti: di un gruppetto che si diverte a infastidire pesantemente, insultando e offendendo passeggeri e conducente. Una volta, addirittura, si sono accaniti su una ragazzina lanciandole addosso piccoli petardi: tutto questo sempre durante il viaggio in autobus. E non c’è nulla da fare: più li rimproveri, più si esaltano... Oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) hanno insultato anche una madre di famiglia. Prima hanno iniziando con me: senza motivo hanno iniziato a intonare cori che inneggiavano alla mia morte. Poi hanno concentrato la loro attenzione sui passeggeri. Sono stato costretto a fermare la corriera, con le porte aperte, perché non si riusciva a proseguire il viaggio».
La situazione è drammatica sugli autobus. Soltanto due settimane fa un autista era stato aggredito da un uomo che gli aveva sferrato un pugno in faccia. E quotidianamente, i conducenti sono in balìa di ragazzini senza scrupoli.
«Addirittura, io sono arrivato a non chiedere più il biglietto per la convalida, anche se non si potrebbe - prosegue l’autista - questo perché non voglio mettere in atto nessuna provocazione che inciti a un comportamento incivile. Poi, però, purtroppo, i bulli si scatenano ugualmente. Ringrazio i carabinieri che intervengono tempestivamente quando li chiamiamo. Ma mi chiedo, allo stesso tempo: dove sono gl iassistenti sociali? Dove sono le famiglie di questi bulli?».
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