Savignano. «Dall’ortofrutta biologica succhi e prodotti speciali»
Luigi, Emanuele e Chiara raccontano perché hanno deciso di trasformare e commercializzare direttamente tutto quello che nasce sui loro terreni
SAVIGNANO. L'azienda agricola Punto Verde della famiglia Castiglioni, produce frutta e ortaggi dal 1986 in via Falloppie a Savignano, su dieci ettari di terreno. Nel 2001, unico dei cinque figli a rimanere sul terreno di famiglia, Emanuele Castiglioni è entrato in azienda; alla produzione si è affiancata così la trasformazione, con l'apertura di un laboratorio a Savignano, in via Mincio 105, località Formica. Emanuele aveva le idee chiare
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«La trasformazione – dice – era il modo per valorizzare la frutta biologica che veniva coltivata in azienda. Ti permette di vendere quello che hai coltivato in un tempo più lungo e non devi per forza sottostare al mercato, a quello che avviene nei pochi giorni in cui la frutta è fresca e commerciabile». Questo avviene ora, ancora maggiormente avveniva quindici anni fa quando Emanuele, appena diciannovenne e fresco di diploma, ha iniziato la sua attività in agricoltura.«Da qui è nato tutto - ha aggiunto Chiara, entrata in azienda nel 2002 - subito abbiamo iniziato commercializzando due prodotti: succo di frutta di pera e una confettura di susina». Poi è arrivato tutto il resto e ora Punto Verde ha più di 50 referenze a catalogo, tutte da agricoltura biologica. I prodotti spaziano dal più semplice sugo alla passata di pomodori, dal succo di frutta al succo senza zucchero dove l'unico ingrediente è la frutta, alla composta Gourmet all'aceto balsamico di Modena. Emanuele e Chiara, che si sono conosciuti sui banchi di scuola, si sono sposati nel 2009 e ora hanno anche due figlie: Laura e Sofia.
«Emanuele è stato convinto fin dall'inizio della sua idea – ha detto ancora Chiara – infatti c'è la ricerca e la richiesta di prodotti di qualità, non solo per quanto riguarda la coltivazione, ma anche per la trasformazione. Il nostro obiettivo è infatti perseguire l'alta qualità in tutta la filiera». Gli inizi non sono stati facili, un po' per la giovane età di Emanuele e Chiara, un po' per la scarsa informazione che ancora esisteva nel settore. «Le prime volte che andavamo alle fiere la gente si stupiva della nostra giovane età - raccontat Chiara - erano fiere specializzate sul biologico e a noi dispiaceva di non vedere mai dei ragazzi che fossero nostri coetanei. Adesso invece le cose stanno cambiando. Ci sono sempre più giovani e ne siamo molto contenti, non ci vediamo tra noi come concorrenti, ma piuttosto si instaura tra noi una buona collaborazione. Nel nostro laboratorio facciamo infatti la trasformazione anche conto terzi, proprio perché come noi abbiamo voluto valorizzare il nostro prodotto, diamo la possibilità di farlo anche agli altri colleghi».
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La scelta della qualità e del biologico in agricoltura, ma ancora di più nel prodotto trasformato, è per Punto Verde una continua ricerca e anche una scommessa quotidiana.«Ad esempio abbiamo fatto la scelta di non utilizzare la pectina, all'interno delle confetture e delle composte - ha detto ancora Chiara - non è una scelta scontata, anche perchè non ti dà la possibilità di sapere quanto prodotto trasformato per quantità di prodotto fresco». La pectina è un addensante. «Per fare una composta di frutta, ad esempio – ha continuato Chiara – per sapere quanto il mio prodotto finale sarà la somma di tutto; frutta, zucchero e pectina che lavoro. Nel nostro caso no. Perchè addenso naturalmente il prodotto, utilizzando un concentratore sottovuoto che cuoce a bassa temperatura e concentra la frutta estraendo l'acqua di vegetazione. Il frutto si addensa, ma addensa anche le sue proprietà, i profumi, i sapori, e quindi è un prodotto qualitativamente migliore. Però non è più matematico il quantitativo a cui si arriva nel prodotto finito. È quindi una scelta di qualità importante perché il prodotto finito è totalmente diverso».
La soddisfazione nostra è poi anche nel vedere che poi quando i nostri clienti iniziano a consumare i nostri prodotti, non riescono più a tornare indietro». Lo stesso ragionamento è stato fatto nei succhi di frutta, tutti i succhi sono degli 80% di frutta, un'altissima percentuale che li rende quasi dei frullati e anche questa - aggiunge Chiara - è stata una scelta di qualità, un po' azzardata, ma sta dandoci ragione e sembra veramente di bere un frutto».
«La campagna ha un tipo di richiesta di manodopera diversa - dice Chiara - richiede tanta esperienza e tanta sapienza, quella che hanno i genitori di Emanuele, e poi c'è la manovalanza. Papà Luigi, che ha una straordinaria competenza perché viene da una vita di campagna, segue tutti i lavori. Il fatto di dividersi le competenze ci aiuta a compiere meglio i lavori, ma ci aiutiamo comunque a vicenda.».
All'azienda agricola Punto Verde sono entrate da qualche anno le reti anti insetto Alt Carpo. «Sono reti che vengono poste sui filari dopo la fioritura. Seguita l'allegaggione, si stendono le reti sulle piante a filare e si chiude il tutto. Sono reti che permettono alla pianta di respirare perfettamente, lasciano passare la pioggia e i raggi del sole. Quando è il momento di raccogliere, si aprono le reti. In questo modo i trattamenti sono nulli».
È da questa campagna che prendono il via i prodotti che escono dal laboratorio.
«Abbiamo tante gamme diverse - ha concluso Chiara - un prodotto dove ci identifichiamo è il succo di pera. Quando andiamo in fiera e vogliamo fare capire cosa sia un nostro succo, facciamo assaggiare questo, perché nella sua semplicità, spiazza tutti. È fatto di sole pere William il cui grado di maturazione è ricercato al massimo. Poi ci sono i prodotti Gourmet con i fichi caramellati all'aceto balsamico, una ricetta che diventa una crema spalmabile da degustare di fianco a dei formaggi o sul prosciutto. E poi c'è la mostarda di cipolle rosse e le "Golosiamo”, un mix di frutta ed erbe aromatiche». I prodotti Punto Verde sono venduti in numerosi negozi, anche della provincia di Modena, e nello spaccio aziendale, ma vanno anche all'estero, nel Nord Europa. «Sono zone molto attente al Made in Italy di qualità . L'esportazione è semplice e i prodotti sono richiesti, in particolare in Germania, Svezia, Norvegia».
Miria Burani
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