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Le due committenze in un solo Comune: il caso va in Regione

PRIGNANO. Approda in Regione lo “strano caso” del Comune di Prignano, che per quanto piccolo ha scelto di gestire gli appalti attraverso due Centrali di Committenza. Ovvero, di aderire a quella dell’U...

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PRIGNANO. Approda in Regione lo “strano caso” del Comune di Prignano, che per quanto piccolo ha scelto di gestire gli appalti attraverso due Centrali di Committenza. Ovvero, di aderire a quella dell’Unione del Distretto ceramico (decisione presa nell’ultimo Consiglio) ma anche di mantenere l’altra creata con i Comuni reggiani di Casina, Villa Minozzo e Toano, che altrimenti non riuscirebbero a tenerla in piedi dopo l'uscita di Frassinoro e Palagano.
Il consigliere Yuri Torri (Sinistra Italiana) ha presentato un'interrogazione in merito, ricordando che dal 2015 i Comuni non capoluogo hanno l’obbligo di acquisire in Unione beni e servizi soggetti alla disciplina del Codice (che ha confermato l'obbligo nell'aprile 2016). E che peraltro la Finanziaria 2010 aveva previsto la soppressione dei consorzi di funzioni tra gli Enti locali. Di qui la richiesta di sapere “se la Regione ritenga che la sovrapposizione di due Centrali di Committenza per un unico Comune di 3747 abitanti sia coerente con gli obiettivi di semplificazione istituzionale, di efficacia delle gestioni e di riduzione della spesa pubblica”. E se “la Regione ritenga che la legislazione vigente preveda una priorità alle Unioni dei Comuni, rispetto all’accordo consortile”. (dm)

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