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Alberto Mattioli e il tributo a Pavarotti a Verona: «Occasione per Modena qui si celebri il cantante d’opera»

Alberto Mattioli e il tributo a Pavarotti a Verona: «Occasione per Modena qui si celebri il cantante d’opera»

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MODENA. Il tributo a Pavarotti all'Arena di Verona? Secondo me è un'opportunità per Modena, anziché una sconfitta». È il pensiero di Alberto Mattioli, giornalista de "La Stampa", originario di Modena, è uno dei più noti critici d'opera italiani, nonchè autore della biografia "Big Luciano" pubblicata nel 2007.

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Alberto, aver "perso" il concerto del decennale a favore dell'Arena è un grave danno per Modena?

«Quello che ho appreso di questa vicenda l'ho letto sui giornali, in quanto non vivo più a Modena da 25 anni. Parto facendo una distinzione. Conoscevo bene Luciano Pavarotti e sono convinto che esistono due Pavarotti, il tenore e la pop star. Allora: Pavarotti tenore è il vero Pavarotti che era un artista lirico, faceva l'opera e resterà la sua caratteristica fondamentale.

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Poi c'è il Pavarotti pop star che inizia con il concerto dei tre tenori e prosegue con il "Pavarotti & Friends" che sono eventi che io non demonizzo, lui è stato bravissimo a farli, nella fase di declino come tenore lui si è reinventato pop star avendo un grande successo commerciale e mediatico. A questo punto il secondo Pavarotti è stato proposto in questi dieci anni.

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Sempre il secondo Pavarotti viene scippato a Modena portato a Verona, ecco che allora per la città natale si aprono due strade: la prima, a mio avviso quella che prevale, cercare di salvare il salvabile. C'è anche una strada alternativa, quella che io percorrerei ovvero ricordarlo per quello che è stato: un grande artista lirico. Un modo di ricordarlo rispettoso nei suoi confronti e che può portare una visibilità più ridotta ma legittima. Qualità non quantità».

Cosa farebbe a Modena per rendergli omaggio al meglio?

«Modena dovrebbe celebrare Pavarotti come artista lirico e come tenore per esempio con l'esecuzione della "Messa da Requiem" di Giuseppe Verdi di cui lui fu un grande interprete magari invitando i grandi artisti che hanno cantato con lui. Così si punta su una visibilità ristretta e si recupera un ricordo più fedele di quello che era Luciano Pavarotti. Lo scopo è i ricordare un artista, non dimentichiamolo mai».

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E l'amministrazione? Come dovrebbe muoversi?

«Io sono sincero, non conosco il Sindaco e neanche l'assessore alla cultura però il Comune ha la fortuna di avere una squadra piccola ma molto efficiente che è quella del Teatro Comunale. Ovviamente è molto difficile mettere in piedi un concerto con così poco preavviso però devo dire colpisce l'incredibile ingenuità della giunta comunale. Si sapeva da tempo che ci sarebbe stato il decennale e queste cose non si iniziano ad organizzare adesso, si parla di artisti che hanno l'agenda annuale pianificata. Stupisce molto quindi che l'amministrazione dica di non sapere nulla perché avrebbe dovuto immaginare che si stava organizzando già qualcosa». (s.f.)

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