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Modena: «Ho mollato tutto e ora faccio il cuoco sul mio furgoncino»

Modena: «Ho mollato tutto e ora faccio il cuoco sul mio furgoncino»

La storia di Daniele Bordone. Da un anno e mezzo un vecchio Bedford inglese del 1971 è diventato il suo ufficio: «Ho coltivato la mia passione»

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MODENA Daniele Bordone, 38 anni, quasi vent'anni passati a fare il grafico e poi la svolta: un anno e mezzo fa ha deciso di mollare tutto per inseguire il suo sogno: aprire un food truck e girare l'Italia proponendo le prelibatezze “Made in Modena”.
Così “La Vetusta, gastronomia su ruote” ha preso vita e oggi, un vecchio Bedford inglese del 1971, ai tempi il classico furgoncino dei gelati, ha cambiato look ed è diventato il “ristorante” su quattro ruote di Daniele.
Un simbolo di rinascita, come racconta lui stesso che sorridendo confessa con orgoglio: «Faccio quello che ho sempre fatto gratis ma oggi mi faccio pagare, come dice sempre mia moglie».
Il suo nuovo “ufficio” è un furgoncino rosso fiammante, ad oggi può dire di aver coronato il suo sogno? «Direi proprio di si, mi sento contento e libero. Cucino e sono felice. Un anno e mezzo fa ho fatto la scelta migliore che potessi fare in tutta la mia vita e adesso non torno più indietro».

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Dopo il diploma in perito chimico ha iniziato a fare corsi per graphic designer, lavoro che ha svolto per vent'anni, come mai ha deciso di lasciare?

«Ho lavorato per aziende molto importanti come Ferrari e Cremonini quindi non posso dire di non aver raggiunto obiettivi professionali perché ho fatto carriera nel mio ambito e tanta esperienza. Però sentivo che non era quello che veramente mi appagava, ero felice la sera quando tornavo a casa e mi mettevo dietro i fornelli per mia moglie e i miei figli oppure quando arrivava il fine settimana e imbandivo la tavola per gli amici. Così ho iniziato a capire che dovevo cambiare qualcosa e il lavoro era in cima alla lista e quindi ho deciso di fare il grande passo, cambiare rotta».

Una scelta importante, poi cosa è successo?

«Ho lasciato il lavoro e mi sono detto: ho due grandi passioni, la prima è la cucina e la seconda sono le auto d'epoca, come poterle coniugare fra loro? Poi la folgorazione: apro un food truck. Mi sono messo alla ricerca del furgoncino e lì è arrivata la parte difficile. Ho passato mesi a cercare quello perfetto, che andasse bene per il mio scopo e quando stavo per mollare è arrivato lui: un Bedford inglese trovato nel mantovano dove veniva utilizzato per i gelati ed è stato subito amore, dovevo prenderlo e così è stato».

L'ha rimesso a nuovo, rosso fiammante e gli ha dato un nome, “La Vetusta”.
Come funziona la sua nuova attività?

«Partendo dal nome, Vetusta vuol dire una nobile antichità, riferito alle persone una vecchia signora e mi sembrava il nome adatto, una vecchia nobile signora che porta con sé tutta la tradizione e la sapienza della cucina. Dentro l'organizzazione è molto funzionale, avendo piccoli spazi tutto deve essere a portata di mano e per quanto riguarda la cucina anche quella cambia spesso in base alle stagioni e a quello che riesco a reperire, dai tortellini in brodo a panini gourmet, dolci e ovviamente buon vino, quello non manca mai. Tutto del nostro territorio, ci tengo molto ad avere i prodotti emiliani».

Lei è passato da otto/dieci ore in ufficio a girare l'Italia cucinando per sconosciuti che vogliono provare la sua cucina, come vive questa nuova quotidianità?

«Molto bene, a differenza di prima, adesso torno a casa stanco ma felice e soddisfatto, ogni giorno è diverso, per esempio la scorsa settimana sono andato a fare servizio pranzo davanti ad un'azienda su loro richiesta, giro le fiere e conosco sempre tante persone. Certo, è molto stancante ma fare qualcosa che si ama non ha prezzo. Se devo rischiare, preferisco farlo con qualcosa che amo fare».
Serena Fregni

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