Bosch Rexroth, la vertenza si inasprisce
Dopo la tregua e due incontri senza esito i sindacati oggi hanno deciso nuovamente di scioperare
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Si inasprisce la vertenza fra sindacati e la direzione aziendale di Bosch Rexroth Oil Control sul piano industriale.
Il Coordinamento Rsu e i sindacati Fim-Fiom-Uilm hanno deciso di proclamare una prima azione di sciopero per oggi in reazione all’indisponibilità aziendale sulle stabilizzazioni dei lavoratori in somministrazione e in staff leasing.
Oggi un’ora e mezza di sciopero a fine turno con modalità indicate dalle Rsu, nei tre stabilimenti di Nonantola, Pavullo e Vezzano sul Crostolo, nel Reggiano. Sciopero che rientra del pacchetto di 10 ore già proclamato a febbraio e poi sospeso per la successiva disponibilità dell’azienda a trattare e a ritirare i 130 esuberi inizialmente dichiarati nel piano industriale.
«Grazie alla modifica del piano industriale - dicono i sindacati - era stato possibile proseguire la trattativa con incontri che si sono tenuti il 24 febbraio e il 7 marzo. Oltre alla conferma numerica dell’organico di fine 2016 con il ritiro dei 130 esuberi, si sono affrontati i temi del fatturato da esternalizzare e della stabilizzazione dei lavoratori in somministrazione con il superamento dello staff leasing, temi questi ultimi che per Rsu e sindacati sono stati definiti fondamentali per il prosieguo della trattativa e la sospensione dello sciopero dichiarato a febbraio».
«Sulle esternalizzazioni - continuano i sindacati - pur fornendo l’azienda informazioni ritenute insufficienti dai sindacati, c’è stata però la disponibilità aziendale ad ulteriori approfondimenti. La frattura si è però registrata sul percorso di stabilizzazione e sul superamento dello staff leasing, poiché l'azienda si è resa disponibile ad assumere per il solo anno 2017 una parte dei circa 35 fra lavoratori somministrati che raggiungono i 36 mesi, e lavoratori in staff leasing. L’azienda si è però detta assolutamente indisponibile a garantire analogo percorso per tutta la vigenza contrattuale, di conseguenza dal 2018 riutilizzerebbe il contratto di staff leasing per i somministrati che raggiungono i 36 mesi pur in presenza del 18° turno. La risposta ufficiale dell’azienda verrà data su questo punto il 13 marzo. Sindacati e lavoratori però non ci stanno e di fronte a questa posizione aziendale, distante da una soluzione utile ad un accordo sull'integrativo aziendale, confermano e rafforzano il blocco totale sia delle prestazioni straordinarie che della flessibilità».
Il Coordinamento Rsu e i sindacati Fim-Fiom-Uilm hanno deciso di proclamare una prima azione di sciopero per oggi in reazione all’indisponibilità aziendale sulle stabilizzazioni dei lavoratori in somministrazione e in staff leasing.
Oggi un’ora e mezza di sciopero a fine turno con modalità indicate dalle Rsu, nei tre stabilimenti di Nonantola, Pavullo e Vezzano sul Crostolo, nel Reggiano. Sciopero che rientra del pacchetto di 10 ore già proclamato a febbraio e poi sospeso per la successiva disponibilità dell’azienda a trattare e a ritirare i 130 esuberi inizialmente dichiarati nel piano industriale.
«Grazie alla modifica del piano industriale - dicono i sindacati - era stato possibile proseguire la trattativa con incontri che si sono tenuti il 24 febbraio e il 7 marzo. Oltre alla conferma numerica dell’organico di fine 2016 con il ritiro dei 130 esuberi, si sono affrontati i temi del fatturato da esternalizzare e della stabilizzazione dei lavoratori in somministrazione con il superamento dello staff leasing, temi questi ultimi che per Rsu e sindacati sono stati definiti fondamentali per il prosieguo della trattativa e la sospensione dello sciopero dichiarato a febbraio».
«Sulle esternalizzazioni - continuano i sindacati - pur fornendo l’azienda informazioni ritenute insufficienti dai sindacati, c’è stata però la disponibilità aziendale ad ulteriori approfondimenti. La frattura si è però registrata sul percorso di stabilizzazione e sul superamento dello staff leasing, poiché l'azienda si è resa disponibile ad assumere per il solo anno 2017 una parte dei circa 35 fra lavoratori somministrati che raggiungono i 36 mesi, e lavoratori in staff leasing. L’azienda si è però detta assolutamente indisponibile a garantire analogo percorso per tutta la vigenza contrattuale, di conseguenza dal 2018 riutilizzerebbe il contratto di staff leasing per i somministrati che raggiungono i 36 mesi pur in presenza del 18° turno. La risposta ufficiale dell’azienda verrà data su questo punto il 13 marzo. Sindacati e lavoratori però non ci stanno e di fronte a questa posizione aziendale, distante da una soluzione utile ad un accordo sull'integrativo aziendale, confermano e rafforzano il blocco totale sia delle prestazioni straordinarie che della flessibilità».
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