Gazzetta di Modena

Modena

«Manca una vera regia» 

di Michele Fuoco
«Manca una vera regia» 

Artisti, poeti ed esperti fanno le carte al Comune: «Il Filosofia è da ridiscutere»

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Il dibattito culturale diventa più acceso. Ad infiammarlo sono le dichiarazioni dell'assessore Gianpietro Cavazza, dopo il Forum alla Gazzetta di Modena. «Dichiarazioni a ruota libera - sostiene l'operatore culturale e giornalista Roberto Armenia - con cui la Gazzetta è riuscita, miracolosamente, a riempire due pagine sul nulla dove, parafrasandro Flaiano, “il niente si genera e si moltiplica per partenogenesi”. Nelle parole dell'assessore nessuna linea direttrice, alcuna idea, né tantomeno alcuna pianificazione-programmazione sulla cultura, per l'oggi e il domani. Non sto a sottolineare l'importanza della cultura (per il sociologo Lewis Mumford “é il moto di intelligenza e l'atto di coscienza che fa dell'abitante un cittadino”, e per Umberto Eco “con la cultura si mangia e si può arginare anche il terrorismo...”) che è un ascensore sociale, un vero e proprio motore di sviluppo socio-culturale e di crescita economica. Ma occorre che sappiamo cosa si intende per qualità che non è, certo, quella perseguita attraverso il coinvolgimento di tantissime iniziative a livello dilettantistico. Pochi giorni fa, al sindaco Muzzarelli che sublimava, a metà del suo mandato, i risultati più che positivi, rispondevo che a Modena nella cultura, per la cultura, si persegue la quantità e non la qualità. E spesso a costi esorbitanti. Purtroppo».
Non diverso il parere di Enrico Manelli, artista e scenografo, per il quale «la cultura avviene alla spicciolata. Durante l'Expo, la Palazzina dei Giardini si sono fatte crescentine e non mostre. Da allora siamo rimasti col niente. Si è visto “il Manichino della storia” al Mata, luogo non deputato alle mostre. Senza direttore, le iniziative vanno avanti per loro conto. Per gli artisti non c'è possibilità di esporre le opere. Non ci sono concorsi per i giovani. Spuntano monumenti sempre più brutti. Al Museo della Figurina e a quello della Fotografia non ci va nessuno. Tanta improvvisazione e manca un progetto di crescita condiviso con la città. E Pavarotti a Verona mi sembra una barzelletta: è vero che l'Arena è il tempio della musica, ma un evento per ricordare il maestro doveva essere fatto nella sua città. Se si fa il concerto di Vasco Rossi, si poteva organizzare pure per Pavarotti una bella manifestazione al Parco Ferrari».
Un'apertura e fiducia ai giovani vorrebbe Alberto Bertoni, poeta, critico e docente universitario. «C'è un movimento nel campo letterario e delle arti figurative che non ha abbastanza riscontro nelle iniziative pubbliche. Inoltre per l'Estate modenese ai Giardini si invitano autori di bestseller e di dimensione molto dubbia, ma si potrebbe dare più spazio ai giovani. Ho assistito ad una bellissima lettura di poesie di una 25enne all'Istituto Venturi per la quale, come per altri, l'Estate sarebbe il palcoscenico più adatto. A Modena ci sono anche cose che funzionano, come l'Ert con la direzione di Claudio Longhi, ma si farebbe meglio rispetto al materiale e ai personaggi di cui la città dispone. Sembra che l'assessorato sia più attento ad iniziative di vertice, ignorando ciò che viene dalle nuove generazioni. Bisognerebbe ridiscutere la funzione del Festival Filosofia: l'amministrazione potrebbe condizionare i programmi chiamando filosofi anche più giovani e non i soliti ottantenni e novantenni».
Per il poeta Carlo Alberto Sitta, direttore della rivista “Steve”, «da anni Modena vive del Festival Filosofia, Pavarotti e fra poco Vasco Rossi... Io sono, invece, per potenziare le strutture di base che sono sul territorio e lavorano tutto l'anno, come le associazioni. Lo dico come presidente del Laboratorio di Poesia e dell'Università per la Terza Età. I grandi eventi assorbono gran parte del bilancio. E ora sta scontando anche il calo di bilancio della Fondazione Cassa di Risparmio. Per un assessore che eredita una certa situazione è sempre difficile intervenire. Non gli resta che gestire al meglio. I grandi nodi restano la Galleria Civica e il Polo dell'Immagine. La Civica non ha una sua fisionomia. Alla sua direzione si sono alternati, da decenni, molti direttori. L'anno scorso abbiamo presentato un progetto per riprendere a Modena, con cadenza biennale, “Parole sui muri”, manifestazione internazionale, con artisti di tutto il mondo, fatta a Fiumalbo 50 anni fa. Una scelta molto impegnativa e non se ne fa niente».

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