“Non una di meno” pensa all’accoglienza
L’intera città nella “Giornata internazionale della donna” ha assunto tinte fucsia e nere. Colori identificativi, simbolici e di lotta che hanno contraddistinto l’8 marzo, già a partire dalla mattina....
MODENA. L’intera città nella “Giornata internazionale della donna” ha assunto tinte fucsia e nere. Colori identificativi, simbolici e di lotta che hanno contraddistinto l’8 marzo, già a partire dalla mattina. Questa scia colorata, che ha visto partecipe decine e decine di persone, ha percorso diverse tappe, luoghi simbolo della città. Nel pomeriggio il movimento, caratterizzato dallo slogan “Non una di meno”, è giunto ai piedi della Ghirlandina. In piazza Grande è stato affrontato un altro importante punto della lotta al femminile: i diritti delle donne migranti. In pochi ma essenziali punti è stata esposta la questione. «Vogliamo essere libere di fermarci e di muoverci; diciamo no ai muri e alle frontiere», ha preso parola Giuliana Pincelli, della “Casa delle donne migranti Semira Adamu”. «La situazione va cambiata per le donne migranti che vivono in Italia - ha proseguito Pincelli - a partire dal permesso di soggiorno, che non deve dipendere da quello del marito o dal padre. Anche la legge dello “Ius soli” (diritto del suolo) che non riesce ad arrivare a conclusione, già passata alla Camera, ma non al Senato, è un altro punto importante della nostra campagna. I bambini e le bambine nate in Italia, che hanno frequentato le scuole italiane, non possono ancora chiedere la cittadinanza fino alla maggiore età. Infine, un’ulteriore richiesta che avanziamo è quella di attuare una politica d’inclusione. Solo lottando su un terreno comune, che vede a fianco donne italiane e migranti, si potranno aprire prospettive future». Tra le varie rappresentanti di associazioni femminili, c’era anche Paola Santoro, della “Casa delle donne”, che ha parlato dell’importanza di ritornare nelle piazze per dire «basta alla violenza». «Il primo passo per contrastare la violenza sulle donne - ha detto Santoro - è scendere di nuovo in piazza, donne e uomini insieme. Sessualità, istruzione, diritti dei migranti, sono tutti aspetti che hanno caratterizzato lo sciopero di oggi e che confluiscono in questa giornata di lotta». In piazza Mazzini, luogo conclusivo della manifestazione, era presente anche Laura Piretti, responsabile nazionale dell’associazione Udi (Unione donne in Italia). «Dobbiamo continuare a lavorare contro una cultura violenta che si manifesta in casi estremi di femminicidio - ha rimarcato Piretti - violenza sessuale ed economica. A differenza dei precedenti, quest’anno, abbiamo visto una partecipazione e un consenso più ampi».
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