Castelvetro, sfondano la vetrina del bar con il furgone per rubare le slot
Castelvetro. Spaccata nel cuore della notte al Light Cafè a Ca’ di Sola: danni ingentissimi nel locale I banditi hanno portato via i cinque videopoker e il cambiamonete: bottino di circa cinquemila euro
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CASTELVETRO. Sventrano una vetrina e scappano con le macchinette. È la ricostruzione di un colpo avvenuto a Ca’ di Sola nella notte tra martedì e ieri. A farne le spese il bar Light Cafè, la cui saracinesca ieri mattina è rimasta chiusa.
«Hanno rubato le cinque slot più lo scambiamonte: in tutto avranno portato via 5mila euro di bottino, forse di più - racconta la dipendente Caterina Caponetto - I danni sono ingenti: oltre alle vetrine, hanno ribaltato il bancone spaccando tutto anche le bottiglie di liquori. Un disastro».
«È accaduto di notte - ha raccontato un residente - verso le 2.30. Di mattina c’erano un sacco di oggetti per terra. Ci è stato riferito che le forze dell’ordine sono arrivate dopo mezz’ora. C’erano l’antifurto e le telecamere; eppure, sono entrati lo stesso». Secondo le testimonianze raccolte ieri gli uomini si sono mossi con un furgone e lo hanno utilizzato come un ariete. Ingranata la retromarcia, hanno spinto forte sul pedale dell’acceleratore, tanto da far crollare parte del controsoffitto. Sembra proprio sapessero come muoversi: in meno di due minuti hanno preso le macchinette e sono scappati. «Hanno fatto la spaccata in retromarcia - ha confermato Daniele Vignali - e così hanno buttato giù la serranda». C’era un ostacolo: dei grossi piloni in cemento a protezione del locale. «Li hanno spostati - ha ripreso il titolare della tabaccheria - perché probabilmente non erano fissati». «Hanno fatto prestissimo- continua la dipendente del bar - perché sapevano come entrare e cosa prendere». Azioni che non tutti hanno percepito. Massimo lavora al forno poco distante dall’incrocio tra via Statale e via per Modena. Cento passi di circa di distanza separano la sua attività dal luogo in cui è avvenuto il furto. «Ho aperto alle 24 per iniziare a lavorare - ha raccontato l’uomo - perché dovevo panificare, come di consueto. I miei macchinari erano in azione, avevo la radio accesa e non ho sentito nulla provenire dall’esterno». Diversi residenti in via Statale hanno confermato di non aver sentito nulla. Un’attività commerciale della zona ha chiuso i battenti come di consueto alle 22, senza notare nessun movimento sospetto.
In zona non è la prima volta che si verifica un episodio criminale. «L’altra volta hanno rapinato il distributore con un’arma ma cosa possiamo fare? Scappare via?». «La situazione è molto peggiorata - ha rinforzato Vignali - anche da noi la settimana scorsa hanno provato a entrare, ma per fortuna sono stati disturbati. Le forze dell’ordine collaborano, mi hanno chiamato varie volte e verranno a fare le indagini. Se però ne catturano cento e poi novanta sono in libertà c’è poco da parlare…». (g.f.)
«Hanno rubato le cinque slot più lo scambiamonte: in tutto avranno portato via 5mila euro di bottino, forse di più - racconta la dipendente Caterina Caponetto - I danni sono ingenti: oltre alle vetrine, hanno ribaltato il bancone spaccando tutto anche le bottiglie di liquori. Un disastro».
«È accaduto di notte - ha raccontato un residente - verso le 2.30. Di mattina c’erano un sacco di oggetti per terra. Ci è stato riferito che le forze dell’ordine sono arrivate dopo mezz’ora. C’erano l’antifurto e le telecamere; eppure, sono entrati lo stesso». Secondo le testimonianze raccolte ieri gli uomini si sono mossi con un furgone e lo hanno utilizzato come un ariete. Ingranata la retromarcia, hanno spinto forte sul pedale dell’acceleratore, tanto da far crollare parte del controsoffitto. Sembra proprio sapessero come muoversi: in meno di due minuti hanno preso le macchinette e sono scappati. «Hanno fatto la spaccata in retromarcia - ha confermato Daniele Vignali - e così hanno buttato giù la serranda». C’era un ostacolo: dei grossi piloni in cemento a protezione del locale. «Li hanno spostati - ha ripreso il titolare della tabaccheria - perché probabilmente non erano fissati». «Hanno fatto prestissimo- continua la dipendente del bar - perché sapevano come entrare e cosa prendere». Azioni che non tutti hanno percepito. Massimo lavora al forno poco distante dall’incrocio tra via Statale e via per Modena. Cento passi di circa di distanza separano la sua attività dal luogo in cui è avvenuto il furto. «Ho aperto alle 24 per iniziare a lavorare - ha raccontato l’uomo - perché dovevo panificare, come di consueto. I miei macchinari erano in azione, avevo la radio accesa e non ho sentito nulla provenire dall’esterno». Diversi residenti in via Statale hanno confermato di non aver sentito nulla. Un’attività commerciale della zona ha chiuso i battenti come di consueto alle 22, senza notare nessun movimento sospetto.
In zona non è la prima volta che si verifica un episodio criminale. «L’altra volta hanno rapinato il distributore con un’arma ma cosa possiamo fare? Scappare via?». «La situazione è molto peggiorata - ha rinforzato Vignali - anche da noi la settimana scorsa hanno provato a entrare, ma per fortuna sono stati disturbati. Le forze dell’ordine collaborano, mi hanno chiamato varie volte e verranno a fare le indagini. Se però ne catturano cento e poi novanta sono in libertà c’è poco da parlare…». (g.f.)
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