La richiesta di molinari sui richiedenti asilo
«Vorremmo persone già in Italia»
Platis: «Accoglienza oscura». Lugli: «I sindaci facciano la differenza»
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MEDOLLA. Strascichi di discussione del Consiglio dell’Unione sui richiedenti asilo. Il confronto politico ha infatti evidenziato quella divergenza di vedute già emerse durante i quesiti tecnici posti al Prefetto Paba. «Di concerto con la Prefettura abbiamo richiesto che le persone che saranno allocate nel nostro territorio siano preferibilmente di seconda accoglienza - ha detto il sindaco di Medolla Filippo Molinari - I profughi di seconda accoglienza sono persone presenti da tempo sul territorio italiano, pertanto si sono già ambientate e possono essere impiegate più agevolmente in attività di pubblica utilità».
«I sindaci, con il loro sì - ha replicato Antonio Platis di Forza Italia - hanno firmato un assegno in bianco senza conoscerne contenuto e rischi. Ad oggi, nonostante le domande rivolte al Prefetto e l’arrivo dei primi profughi sia previsto per la prossima settimana, non si sa nulla. Non ci è stato risposto su quanti siano i richiedenti che non hanno ottenuto lo status; quanti accolti, risultati irregolari, siano stati rimpatriati e con quale criterio il gestore sceglierà, in ogni Comune, dove collocarli».
Stefano Lugli (Prc), presente come uditore, ha invece rimarcato il ruolo cardine dei sindaci “chiamati ad esercitare un protagonismo che può fare la differenza rispetto alla qualità dell’accoglienza. Possono dire la loro sull’ospitalità e sulle attività quotidiane che si possono svolgere. Se non c’è volontà politica, l’accoglienza sarà subita con tutte le conseguenze negative del caso».
«I sindaci, con il loro sì - ha replicato Antonio Platis di Forza Italia - hanno firmato un assegno in bianco senza conoscerne contenuto e rischi. Ad oggi, nonostante le domande rivolte al Prefetto e l’arrivo dei primi profughi sia previsto per la prossima settimana, non si sa nulla. Non ci è stato risposto su quanti siano i richiedenti che non hanno ottenuto lo status; quanti accolti, risultati irregolari, siano stati rimpatriati e con quale criterio il gestore sceglierà, in ogni Comune, dove collocarli».
Stefano Lugli (Prc), presente come uditore, ha invece rimarcato il ruolo cardine dei sindaci “chiamati ad esercitare un protagonismo che può fare la differenza rispetto alla qualità dell’accoglienza. Possono dire la loro sull’ospitalità e sulle attività quotidiane che si possono svolgere. Se non c’è volontà politica, l’accoglienza sarà subita con tutte le conseguenze negative del caso».
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