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Riscuoteva la pensione della madre morta 

Riscuoteva la pensione della madre morta 

Guiglia. L’ha fatto per 10 anni: 59mila euro. Denunciato, patteggia e promette di restituirli a rate

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GUIGLIA. Per dieci anni ha riscosso la pensione della madre morta. Quando l’Inps ha scoperto la truffa lo ha denunciato alla Procura di Mantova ed è finito a processo che si è concluso ieri mattina con il patteggiamento a due anni e sei mesi di reclusione, più quattrocento euro di multa.
Si tratta di Enrico Bassoni, 67 anni, ora residente a Guiglia. Il reato è stato consumato tra Villa Poma e Revere dal 22 aprile 2004 all’ottobre del 2014. Dieci anni nel corso dei quali il 67enne ha incassato, alle spalle dei contribuenti, oltre 59mila euro. Somma che l’Inps gli ha concesso di restituire a piccole rate. Bassoni, difeso dall’avvocato di fiducia Sara Guastalla, come unica persona delegata a riscuotere la pensione di reversibilità della madre, avrebbe omesso di comunicare all’Istituto di previdenza il suo decesso, avvenuto in Bulgaria il 22 aprile 2004.
Una “dimenticanza” che si è protratta fino al 4 settembre 2014 quando l’allora direttore pro tempore Vittorio Feliciani viene a conoscenza, attraVerso una comunicazione verbale agli sportelli dell’Inps di Ostiglia, della morte di Carla Pasqualini avvenuto dieci anni prima.
L’Inps accertò anche che il trattamento pensionistico di cui la donna era titolare, era sempre stato riscosso direttamente agli sportelli postali.
Contattò quindi il comune di Revere, ultima residenza della donna e scoprì, ma solo dieci anni dopo che era morta in Bulgaria e che era stata tumulata nel locale cimitero il 7 maggio di quello stesso anno.
Dai successivi accertamenti era emerso che i ratei della sua pensione erano stati mensilmente accreditati sul libretto postale intestato a lei e al figlio Enrico Bassoni. Quest’ultimo, dopo la morte della madre, aveva effettuato prelievi negli uffici postali di vari Comuni, tra i quali Villa Poma, Revere, Palmanova in provincia di Udine e Sona nel Veronese. L’accusa di truffa è stata appesantita da due aggravanti: l’aver commesso il fatto in danno di un ente pubblico e di aver causato un danno patrimoniale di rilevante gravità.
Come già accennato, Bassoni sta restituendo la somma poco per volta.
Giancarlo Oliani

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