Tabaccai rapinati e choccati: "Non ce la facciamo, vendiamo"
Bandito incappucciato e con un coltellaccio prende 500 euro dalla cassa della tabaccheria di via Costa a Modena. Per i gestori è il primo e traumatico assalto in 56 anni di attività. "Come facciamo ad andare avanti così, rischiando altre rapine dopo tanti anni di lavoro? Non sappiamo difenderci e non siamo pronti. Basta, meglio cedere l'attività e ritirarci"
MODENA. «Non so proprio dire come è successo. Me lo sono trovato di fronte. Non ricordo niente, se non che era incappucciato e mi veniva incontro puntando un coltello. Un coltello da cucina, grosso, con una punta lunga così. Ha aperto lo sportello al lato del bancone ed è venuto verso di me. Mi trovavo dall’altra parte, vicino al computer. Lui gridava “Apri, apri!”, riferendosi alla cassa. Io ero terrorizzata. Ha fatto tutto lui. Ha aperto la cassa, ha preso i soldi ed è andato via».
PRIMA RAPINA IN 56 ANNI. Rina Maretti, la tabaccaia di via Cesare Costa rapinata ieri intorno alle 12.30, è scossa e piange. Per lei è stato uno choc, come racconta il marito Renzo. Sono tabaccai dall’ormai lontano 1960. Hanno passato 56 anni dietro il bancone. Trent’anni di attività solo nel negozio di via Costa, proprio di fronte all’accesso del piazzale della Coop Cialdini. Mai una rapina. «Capisce? Mai una rapina. È la prima volta per noi. E mia moglie è a pezzi. Come faccio a lasciarla da sola? A questo punto, basta, ci ritiriamo. Vendiamo tutto».
TUTTO IN UN ATTIMO. Forse sono i due tabaccai da più tempo in attività a Modena. Sicuramente per loro questo momento terribile, finora sempre evitato, è stato troppo sconvolgente: li ha colti totalmente di sorpresa.
Racconta il marito di Rina: «Mi trovavo nel retrobottega. Stavo preparando qualcosa da mangiare. Mi sono accorto solo alla fine di cosa stava succedendo in negozio. Sì, ho visto il rapinatore ma solo un attimo. Era tutto confuso».
VOLTO COPERTO E COLTELLO. Il bandito è entrato col coltellaccio già spianato e il volto completamente coperto. Un uomo alto quasi un metro e novanta centimetri, concitato, sicuramente distruttivo nella sua fretta, come è successo allo sportello che ha rotto, di poche parole pronunciate in un buon italiano. Non ha lasciato scampo alla sua vittima ed è andato via scappando in bici con i 500 euro della cassa dopo aver fatto tutto da solo, mentre Rina era sotto choc.
"COSA POSSIAMO FARE?" Poco dopo, quando i coniugi si sono ripresi hanno chiamato subito i carabinieri che hanno mandato sul posto ben tre pattuglie del Nucleo radiomobile. I militari hanno raccolto gli scarni elementi delle descrizioni dei due tabaccai.
Ragiona il marito: «Cosa si può fare in questi momenti? Noi teniamo un bastone a portata di mano ma non è mai successo che dovessimo usarlo. Non ci pensi. Sei preso alla sprovvista. In realtà bisognerebbe essere preparati a reagire, sapere cosa fare. È chiaro che se uno fosse armato con una pistola potrebbe sparare, ma noi non lo siamo. Ci ha preso alla sprovvista».
"POSSIAMO SOLO CHIUDERE" «Come posso chiedere a mia moglie di restare da sola qui in tabaccheria dopo quello che ci è successo? Non ce la facciamo più. Già le attività delle tabaccherie sono in piena crisi, ora con il problema delle rapine possiamo solo chiudere. Basta. Penso che venderemo tutto».
Se quella di ieri è stata la prima rapina alla tabaccheria, in via Costa ne sono avvenute altre. Due alla sola farmacia che si trova a due passi. (c.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
