Via le etichette, viva l’identità La libertà di essere come si è
di Monica Tappa
Come riconoscere e suggerire i libri liberi dal sessismo? Parte un corso a Modena In aiuto a educatori, insegnanti, famiglie. Per non dover crescere per forza ribelli
3 MINUTI DI LETTURA
“Libri liberi dal sessismo: come riconoscerli?” è il corso in programma dal 6 marzo al Mome di viale Barozzi 172 a Modena, che intende aiutare educatori e insegnanti di nidi, scuole primarie, scuole secondarie inferiori e genitori a promuovere nei bambini la libera sperimentazione di sé e la costruzione della propria identità (anche) attraverso la lettura e lo studio. Sì, si parla di stereotipi di genere, si educa a una lettura più consapevole dei libri da portare in classe, si suggerisce anche una bibliografia essenziale indispensabile per le biblioteche scolastiche, di classe o di istituto. Il corso è a numero chiuso, per informazioni potete contattare i referenti: Marinetta Campioli tel. 059 2034331 o Giuliano Boni tel. 059 2034314.
Ne abbiamo bisogno, di corsi così. Sono faticosi da eliminare gli stereotipi, le convenzioni, quelli che normalmente chiamiamo “i luoghi comuni”. I primi esempi che vengono in mente sono fin quasi automatici: un bambino che gioca con le bambole non è visto, ancora da molti, da troppi, come un bambino che gioca, né come una persona sensibile né tantomeno come un futuro potenziale affettuoso buon papà, tanto quanto una bambina che gioca a calcio o a rugby o ama le materie scientifiche viene guardata, spesso, con altrettanto sospetto. Competitività e richiesta di risultati, aspettative e proiezioni degli adulti (di risse dei genitori a bordo campo vogliamo parlare?) aggiungono poi carne al fuoco a questo periodo di cambiamento complesso che stiamo vivendo e che prevede ruoli fluidi. Ruoli che però faticano a esondare dai confini cui abbiamo creduto per molto tempo e a cui restiamo aggrappati. Le letture ci vengono in soccorso, certo. Dopo l’esempio che possiamo dare in casa, dopo l’educazione e l’apertura al rispetto, al confronto, allo scambio, che avremmo il dovere di passare ai nostri figli, possiamo farci aiutare dai libri, che sono ottimi alleati. In fondo la formula base da seguire per creare un adulto sereno sembrerebbe apparentemente semplicissima: dare fiducia e lasciare che un futuro adulto possa esplorare e far sbocciare i suoi talenti, qualunque essi siano. In realtà spesso non accade. Dove si rompa, si perda, venga deviato il percorso è argomento lungo e complesso, impossibile da trattare in qualche riga.
Però ci sono i libri che ci possono, in qualche modo, aiutare: a editori e autori di narrativa per ragazzi questa esigenza è arrivata forte e chiara. E le proposte in questi ultimi tempi si moltiplicano. A volte con prodotti e titoli che scatenano anche qualche polverone e discussioni accese.
Il caso più eclatante riguarda “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, pubblicato da Mondadori. Da Frida Kahlo a Margareth Thatcher, da Maria Callas a Serena e Venus Williams, da Marie Curie a Lella Lombardi le vite di scienziate, ballerine, suffragette, chef, sportive, artiste sono tratteggiate in poche righe (giusto una paginetta) e affiancate dai ritratti realizzati da 60 illustratrici. “Sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi” recita la dedica interna.
Verrebbe da dire che la vera ribellione, grande, dirompente, sarebbe che questo libro lo acquistassero quasi solo le mamme di figli maschi. E i papà di figli maschi. Perché, al di là del bellissimo progetto editoriale e delle intenzioni, non si avverte il bisogno di crescere “bambine ribelli”. Come non abbiamo bisogno di bambini ribelli. Abbiamo bisogno di far crescere persone libere di essere quello che sono. Senza etichette. Senza stereotipi. Ma con la loro precisa identità, prima che finiscano col diventare anche loro “soci onorari del gruppo dei selfisti anonimi”, Occidentali’s karma, l’evoluzione inciampa, la scimmia nuda balla...
Ne abbiamo bisogno, di corsi così. Sono faticosi da eliminare gli stereotipi, le convenzioni, quelli che normalmente chiamiamo “i luoghi comuni”. I primi esempi che vengono in mente sono fin quasi automatici: un bambino che gioca con le bambole non è visto, ancora da molti, da troppi, come un bambino che gioca, né come una persona sensibile né tantomeno come un futuro potenziale affettuoso buon papà, tanto quanto una bambina che gioca a calcio o a rugby o ama le materie scientifiche viene guardata, spesso, con altrettanto sospetto. Competitività e richiesta di risultati, aspettative e proiezioni degli adulti (di risse dei genitori a bordo campo vogliamo parlare?) aggiungono poi carne al fuoco a questo periodo di cambiamento complesso che stiamo vivendo e che prevede ruoli fluidi. Ruoli che però faticano a esondare dai confini cui abbiamo creduto per molto tempo e a cui restiamo aggrappati. Le letture ci vengono in soccorso, certo. Dopo l’esempio che possiamo dare in casa, dopo l’educazione e l’apertura al rispetto, al confronto, allo scambio, che avremmo il dovere di passare ai nostri figli, possiamo farci aiutare dai libri, che sono ottimi alleati. In fondo la formula base da seguire per creare un adulto sereno sembrerebbe apparentemente semplicissima: dare fiducia e lasciare che un futuro adulto possa esplorare e far sbocciare i suoi talenti, qualunque essi siano. In realtà spesso non accade. Dove si rompa, si perda, venga deviato il percorso è argomento lungo e complesso, impossibile da trattare in qualche riga.
Però ci sono i libri che ci possono, in qualche modo, aiutare: a editori e autori di narrativa per ragazzi questa esigenza è arrivata forte e chiara. E le proposte in questi ultimi tempi si moltiplicano. A volte con prodotti e titoli che scatenano anche qualche polverone e discussioni accese.
Il caso più eclatante riguarda “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, pubblicato da Mondadori. Da Frida Kahlo a Margareth Thatcher, da Maria Callas a Serena e Venus Williams, da Marie Curie a Lella Lombardi le vite di scienziate, ballerine, suffragette, chef, sportive, artiste sono tratteggiate in poche righe (giusto una paginetta) e affiancate dai ritratti realizzati da 60 illustratrici. “Sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi” recita la dedica interna.
Verrebbe da dire che la vera ribellione, grande, dirompente, sarebbe che questo libro lo acquistassero quasi solo le mamme di figli maschi. E i papà di figli maschi. Perché, al di là del bellissimo progetto editoriale e delle intenzioni, non si avverte il bisogno di crescere “bambine ribelli”. Come non abbiamo bisogno di bambini ribelli. Abbiamo bisogno di far crescere persone libere di essere quello che sono. Senza etichette. Senza stereotipi. Ma con la loro precisa identità, prima che finiscano col diventare anche loro “soci onorari del gruppo dei selfisti anonimi”, Occidentali’s karma, l’evoluzione inciampa, la scimmia nuda balla...
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
