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Duomo di Modena, via i cavi elettrici con i filobus tecnologici

di Saverio Cioce
Duomo di Modena, via i cavi elettrici  con i filobus tecnologici

Presto l’appalto. Muzzarelli: «La facciata va liberata, vorrei essere io a farlo» I mezzi che faranno servizio in città acquistati usati in Norvegia con 500 mila km 

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«Laciatemelo dire. Il mio sogno, fino a che resterò sindaco di Modena, è quello di poter togliere cavi e tralicci che sostengono la linea elettrica davanti al Duomo. E quando entreranno in servizio i nuovi autobus ad alta tecnologia, ci riusciremo. Spero proprio di veder realizzato nel giro di pochissimi anni il progetto».
Così, con l’accento di Martin Luther King e del suo “I have a dream” , il sindaco Muzzarelli ha dichiarato con inusuale solennità una delle sue maggiori aspirazioni per trasformare il monumento patrimonio dell’Unesco in qualcosa di più di uno spartitraffico di stile romanico in mezzo ai cavi aerei.

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L’occasione era imperdibile. Ieri mattina il presidente di Seta Vanni Bulgarelli, affiancato dal direttore Badalotti e dal direttore Amo (Agenzia della Mobilità) Alessandro Di Loreto, ha presentato i primi arrivi della rinnovata flotta di automezzi. Una scelta che esplicitamente vuole rispondere alla gragnuola di critiche su autobus e corriere che cadono a pezzi. Oltre alle proteste degli utenti, i vertici dell’ex municipalizzata devono mettere in conto quelle degli autisti, cone le varie sigle concordi nel denunciare le rotture quotidiane, e da pochi giorni anche quelle dell’assessore regionale ai trasporti.

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«Quando sono arrivato - ha attaccato Bulgarelli - ci siamo trovati di fronte a 260 veicoli inquinanti, con motori tra Euro zero ed Euro 2. Con le limitate disponibilità di spese ricavate da fondi nazionali, regionali e in piccola parte anche nostri, siamo riusciti a mettere insieme il rinnovo della flotta. Solo in parte, certo. Ma l’anno prossimo la priorità saranno i mezzi a Modena. Quelli elettrici di ultima generazione permetteranno di attraversare parte del centro città usando solo le batterie. E se finora la priorità è andata a Reggio, anche perchè i finanziamenti regionali privilegiavano quella città con stanziamenti finalizzati, adesso tocca a noi».
Al taglio del nastro era presente anche l’assessore Giacobazzi che si è limitato a un breve saluto e alle congratulazioni alla dirigenza: «Siamo soddisfatti della gestione di Seta - ha detto in buona sostanza - La diminuzione del prezzo degli abbonamenti ha portato a una riduzione dell’evasione, un aumento dei passeggeri e quindi a un aumento delle entrate. Tutto questo ha permesso di realizzare anche un piccolo fondo cassa che è servito anche per l’acquisto dei nuovi mezzi. Le tariffe? Con l’inflazione così bassa non prevedo aumenti per quest’anno e anche per tutto il 2018».
Nuovi? Tutto dipende da cosa s’intende visto che gli autobus, comprati usati in Norvegia e rigenerati, erano perfetti come carrozzeria ma hanno già almeno 500 mila chilometri alle spalle. «Una scelta obbligata - ha confermato Bulgarelli - Sono in ottime condizioni, e a dispetto del mezzo milione di km alle spalle sono sempre più giovani dei nostri autobus che hanno in media 800 mila km già percorsi. E poi, diciamolo, questi autobus oltre ad avere motori in linea con i limiti d’inquinamento, costano un terzo dei mezzi nuovi». Tradotto in cifra questo significa comprare autobus seminuovi, secondo i parametri italiani, attorno ai 70 mila euro invece che sui 250 mila. Si stima anche un risparmio nelle spese di manutenzione che l’anno scorso hanno sfiorato i 6 milioni di euro.
«La flotta modenese di Seta ha un età media di 13.5 anni e con i nuovi acquisti, quando arriveranno tutti i mezzi ordinati, ci avvicineremo di più ai 10.5 anni previsti nel contratto di servizio». Per avere un’idea dello sforzo basti dire che in europa la media è di 7,5 anni.
Bulgarelli ha anche garantito che i quattro autobus appena arrivati, più le quattro corriere da 12 metri presteranno servizio a Modena e provincia.
A questi vanno aggiunti, entro dicembre di quest’anno, Altri quattro mezzi da 18 metri, utili per distanze più lunghe e 3 più corti (e più economici) che svolgeranno il servizio urbano a Sassuolo. Infine nel 2018 gli acquisti di 10 mezzi più tecnologici e aggiornati, nuovi, elettrici e a metano. Nel corso dell’anno quindi nelle tre province coperte da Seta (oltre a Modena anche Reggio e Piacenza) 47 veicoli per una spesa complessiva di 11 milioni, in buona parte coperti da fondi statali.

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