Modena, finti carabinieri saccheggiano una casa
Modena. A Ganaceto tre ladri sorpresi al lavoro dall’amico del proprietario: hanno raccontato di essere militari a caccia di... ladri
MODENA Hanno detto di essere dei carabinieri che stavano dando la caccia a dei ladri stranieri che erano stati visti scappare in zona, poi quando l’amico del padrone di casa che era nel cortile si è insospettito, in tre lo hanno come accerchiato, senza proferire parola. Erano ladri, non certo militari dell’Arma, e avevano appena saccheggiato l’abitazione da cui erano appena usciti. L’amico del padrone di casa, una persona anziana, ha capito al volo e , terrorizzato, ha augurato loro “buon lavoro” e si è portato nelle vicinanze , dove c’è il pollaio. Aveva capito che se avesse per caso reagito, fosse scappato o avesse urlato, per lui si sarebbe messa male. Dopo neanche cinque minuti è arrivato nel piazzale il padrone di casa a cui poi ha raccontato tutto. E’ stato dato l’allarme ai carabinieri, quelli veri , ma ormai era tardi.
IL TRUCCO Furto ieri mattina poco dopo le 9.30 in una abitazione a Ganaceto, in via Canalazzo, una lunga strada che attraversa la campagna della frazione. Il derubato racconta: «Io e il mio amico, che viene qui da me per tenere dietro ai polli, ci siamo trovati dal fornaio. Poi mi ha dato un passaggio a Limidi, dove dovevo prendere la mia auto. Lui è rientrato, andava dai polli. Nel cortile di casa ha trovato un uomo, vestito normalmente. Si è avvicinato e quello gli ha raccontato, con tono deciso, di essere un carabiniere in borghese i e che c’erano altri colleghi che stavano dando la caccia a tre marocchini che avevano rubato in zona. Ma mentre quello parlava, dalla mia porta di casa sono usciti di corsa altri due giovani e allora il mio amico ha capito. E’ stato zitto ed è andato a fianco della casa. Io sono arrivato pochi minuti dopo».
LA RAZZIA La casa è una villa rustica, su due piani, ristrutturata, con un bel cancello sulla strada e un ampio cortile: «La porta era fracassata, l’hanno aperta a calci, si vedono le pedate, poi sono andati in camera da letto e hanno messo tutto sottosopra. Hanno trovato alcune catenine in oro e anelli di mia moglie, qualche banconota. Stessa cosa anche al piano di sopra, frugando ovunque. Poi quando hanno sentito il loro palo che parlava in cortile, sono scesi, tempo finito. Avevano anche forzato una inferriata sul retro». «E la quarta volta che vengono a visitarci - spiega amareggiato - e ormai non teniamo più nulla di prezioso. Avevamo montato un allarme sonoro, in alto, quasi sotto al tetto. Dopo due giorni hanno raggiunto la centralina-sirena coprendola con la schiuma che s’indurisce, rendendola inutilizzabile».
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