«Grande conquista il contratto unitario dei metalmeccanici»
Landini di Fiom Cgil ieri a confronto con gli studenti Unimore anche su voucher e referendum, reddito di dignità e Fiat
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Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica, e Maurizio Landini, segretario nazionale del sindacato Fiom Cgil, alla Fondazione Marco Biagi per parlare del recente contratto nazionale dei metalmeccanici e soprattutto per rispondere su questo tema alle domande degli studenti del corso di laurea magistrale in relazioni di lavoro e del dottorato in lavoro, sviluppo e innovazione di Unimore.
L’appuntamento di ieri mattina ha offerto al sindacalista Maurizio Landini ripetuti spunti per intervenire sul contratto stesso, sul dibattutissimo tema dei voucher e sulla Fiat, o meglio su quello che resta della Fiat italiana.
«L'avere riconquistato un contratto nazionale unitario dei metalmeccanici che ha tante novità al suo interno è un fatto molto importante - ha detto Landini - È un modo per riaffermare che la competizione deve avvenire su investimenti e qualità dei prodotti e non sulla riduzione dei diritti e del salario. Allo stesso tempo la situazione è difficile perché non c'è una adeguata politica industriale e c'è bisogno di fare ripartire gli investimenti, sia pubblici che privati. In assenza di questo - ha concluso Landini - rischiamo di perdere parecchie opportunità, perché siamo in una fase di passaggio e di trasformazione epocale del mondo de lavoro e della produzione».
Sul tema voucher Landini ha detto che «il governo dovrebbe fissare la data per fare il referendum e sarebbe un atto intelligente metterlo insieme alle elezioni amministrative, così si fa un esercizio di democrazia vero e si spendono meno soldi. Noi siamo per l'abrogazione dei voucher, siamo perché si facciano nuove leggi - ha osservato - perché di rapporti di lavoro ce ne sono già abbastanza. Se un'azienda ha bisogno di lavoro temporaneo ci sono già i contratti a termine e c'è il lavoro interinale. Per noi bisogna tornare a rapporti di lavoro in cui chi li fa ha dei diritti, delle tutele, dei contributi». Poi sul Decreto povertà: «Bisognerebbe aprire - ha detto - a un'idea che porti a un reddito di dignità, in modo che le persone, sia che perdano il lavoro, sia che lo cerchino, abbiano la possibilità di un sostegno costituito sulla fiscalità generale. Siccome non penso che uno debba essere pagato tutta la vita senza lavorare, ciò dovrebbe essere legato alla disponibilità alla formazione e al lavoro. Credo sia questa la vera riforma da fare, come già avvenuto in Europa: pensare a forme di reddito di dignità». Inevitabile il “Landini pensiero” sulla materia Fiat: «La Fiat completamente fuori dall'Italia? Non ho detto questo, ho detto che la Fiat come la conoscevamo noi non c'è più. Adesso c'è Fca ed è chiaro che hanno sedi non più in Italia e non pagano più le tasse in Italia È evidente che il grosso della produzione avviene negli Usa. Lì avvengono gli utili e vengono prese le decisioni. Sarebbe importante che così come gli altri governi quando si parla di auto intervengono, anche nel nostro Paese ci fosse un coinvolgimento del governo. Abbiamo bisogno proprio perché siamo capaci di fare auto e componentistica, di svolgere un ruolo strategico che non stiamo svolgendo».
L’appuntamento di ieri mattina ha offerto al sindacalista Maurizio Landini ripetuti spunti per intervenire sul contratto stesso, sul dibattutissimo tema dei voucher e sulla Fiat, o meglio su quello che resta della Fiat italiana.
«L'avere riconquistato un contratto nazionale unitario dei metalmeccanici che ha tante novità al suo interno è un fatto molto importante - ha detto Landini - È un modo per riaffermare che la competizione deve avvenire su investimenti e qualità dei prodotti e non sulla riduzione dei diritti e del salario. Allo stesso tempo la situazione è difficile perché non c'è una adeguata politica industriale e c'è bisogno di fare ripartire gli investimenti, sia pubblici che privati. In assenza di questo - ha concluso Landini - rischiamo di perdere parecchie opportunità, perché siamo in una fase di passaggio e di trasformazione epocale del mondo de lavoro e della produzione».
Sul tema voucher Landini ha detto che «il governo dovrebbe fissare la data per fare il referendum e sarebbe un atto intelligente metterlo insieme alle elezioni amministrative, così si fa un esercizio di democrazia vero e si spendono meno soldi. Noi siamo per l'abrogazione dei voucher, siamo perché si facciano nuove leggi - ha osservato - perché di rapporti di lavoro ce ne sono già abbastanza. Se un'azienda ha bisogno di lavoro temporaneo ci sono già i contratti a termine e c'è il lavoro interinale. Per noi bisogna tornare a rapporti di lavoro in cui chi li fa ha dei diritti, delle tutele, dei contributi». Poi sul Decreto povertà: «Bisognerebbe aprire - ha detto - a un'idea che porti a un reddito di dignità, in modo che le persone, sia che perdano il lavoro, sia che lo cerchino, abbiano la possibilità di un sostegno costituito sulla fiscalità generale. Siccome non penso che uno debba essere pagato tutta la vita senza lavorare, ciò dovrebbe essere legato alla disponibilità alla formazione e al lavoro. Credo sia questa la vera riforma da fare, come già avvenuto in Europa: pensare a forme di reddito di dignità». Inevitabile il “Landini pensiero” sulla materia Fiat: «La Fiat completamente fuori dall'Italia? Non ho detto questo, ho detto che la Fiat come la conoscevamo noi non c'è più. Adesso c'è Fca ed è chiaro che hanno sedi non più in Italia e non pagano più le tasse in Italia È evidente che il grosso della produzione avviene negli Usa. Lì avvengono gli utili e vengono prese le decisioni. Sarebbe importante che così come gli altri governi quando si parla di auto intervengono, anche nel nostro Paese ci fosse un coinvolgimento del governo. Abbiamo bisogno proprio perché siamo capaci di fare auto e componentistica, di svolgere un ruolo strategico che non stiamo svolgendo».
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