Cinque milioni per la Cattedrale nuova
di Valeria Cammarota
I dettagli del restauro illustrati a un convegno. 17 gli edifici religiosi ripristinati e 20 i progetti in attesa di approvazione
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«C’è bisogno di accelerare la ricostruzione post sisma: voglio che nel 2017 si completi la parte burocratica della totalità dei progetti». È questo l’obiettivo di Stefano Bonaccini, presidente della Regione, intervenuto nella mattinata di ieri, all’Auditorium Loria, al convegno dal titolo “Ora vedrete il Tempio completato... il ricordo visibile della Luce Invisibile”, promosso per presentare nel dettaglio il programma di sabato 25 marzo, quando la Cattedrale verrà restituita alla città, e a cui erano presenti anche l’assessore regionale Palma Costi; il vescovo Francesco Cavina, l’ingegner Marco Soglia, responsabile dell’Ufficio ricostruzione della Diocesi di Carpi; i direttori dei periodici cattolici delle zone terremotate di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Un’occasione utile, in particolar modo, a fare il punto sulla ricostruzione.
«Un danno tra i 13 e i 14 miliardi di euro - ha spiegato Bonaccini - questo è stato il sisma del 2012, che ha causato l’evacuazione di 40 mila persone. E questa è la ricostruzione, dopo quella dell’Irpinia, più devastante, quanto ai danni. Si tratta del primo terremoto economico-industriale della storia d’Italia: non era ma successo si verificasse in un’area tanto densa di aziende e capannoni. Oggi, oltre il 70% delle persone sono tornate nelle loro case e sia il Pil che l’occupazione sono in crescita». Quanto alle polemiche sui ritardi nella ricostruzione, Bonaccini le definisce «fuori contesto: preferisco sia necessario qualche mese in più - ha spiegato - piuttosto che scoprire che le cose non sono state fatte come si doveva. Pensiamo alle segnalazioni, da cui siamo stati sommersi, riguardo al cemento depotenziato a Finale: bisogna fare le cose fatte bene, è necessario il rispetto delle norme». Il presidente della Regione ha poi sottolineato come la ricostruzione stia procedendo: quando giungerà al termine, «tra pochi anni, verrà ricordata come esemplare».
L’assessore alla ricostruzione Palma Costi, ha quindi chiarito la situazione quanto ai finanziamenti. «Un miliardo e 74 milioni di euro è la cifra che abbiamo a disposizione, complessivamente, per tutte le opere pubbliche - ha affermato - abbiamo, poi, una quota consistente solo per le opere di culto: 252 milioni di euro, già destinati, per 424 interventi, anche se manca ancora una parte di fondi».
Per quanto riguarda la Diocesi, a cinque anni dal sisma, sono 17 gli edifici riaperti, 19 i cantieri ancora in corso, tre i progetti approvati in attesa della gara, 20 quelli consegnati in attesa di approvazione, 12 in attesa di integrazioni da parte dei progettisti e altrettanti quelli ancora da consegnare, 20 gli edifici in attesa di finanziamento e 14 quelli nuovi realizzati. In questo elenco, acquista un valore altamente simbolico la riapertura della Cattedrale dell'Assunta, cui si è giunti grazie a un cantiere durato 1236 giorni, a partire dal 30 luglio 2012. La Cattedrale era già stata sottoposta nel 1996 a un primo intervento di consolidamento strutturale, dimostratosi parzialmente efficace. L’intervento appena eseguito - il cui costo complessivo è pari a circa 5 milioni e 100 mila euro, finanziati per circa 4 milioni e 400 mila euro dalla Regione con i fondi per la ricostruzione e per la restante parte, oltre che con fondi della Diocesi, da donatori privati - è stato calibrato a completare l’opera iniziata precedentemente, colmando le lacune che il sisma ha evidenziato con un miglioramento del 50%. «Spesso mi si chiede cosa succederebbe in occasione di un eventuale altro sisma - afferma l'ingegner Soglia - posso affermare con sicurezza che oggi la Cattedrale, numeri alla mano, è più sicura di prima».
«Un danno tra i 13 e i 14 miliardi di euro - ha spiegato Bonaccini - questo è stato il sisma del 2012, che ha causato l’evacuazione di 40 mila persone. E questa è la ricostruzione, dopo quella dell’Irpinia, più devastante, quanto ai danni. Si tratta del primo terremoto economico-industriale della storia d’Italia: non era ma successo si verificasse in un’area tanto densa di aziende e capannoni. Oggi, oltre il 70% delle persone sono tornate nelle loro case e sia il Pil che l’occupazione sono in crescita». Quanto alle polemiche sui ritardi nella ricostruzione, Bonaccini le definisce «fuori contesto: preferisco sia necessario qualche mese in più - ha spiegato - piuttosto che scoprire che le cose non sono state fatte come si doveva. Pensiamo alle segnalazioni, da cui siamo stati sommersi, riguardo al cemento depotenziato a Finale: bisogna fare le cose fatte bene, è necessario il rispetto delle norme». Il presidente della Regione ha poi sottolineato come la ricostruzione stia procedendo: quando giungerà al termine, «tra pochi anni, verrà ricordata come esemplare».
L’assessore alla ricostruzione Palma Costi, ha quindi chiarito la situazione quanto ai finanziamenti. «Un miliardo e 74 milioni di euro è la cifra che abbiamo a disposizione, complessivamente, per tutte le opere pubbliche - ha affermato - abbiamo, poi, una quota consistente solo per le opere di culto: 252 milioni di euro, già destinati, per 424 interventi, anche se manca ancora una parte di fondi».
Per quanto riguarda la Diocesi, a cinque anni dal sisma, sono 17 gli edifici riaperti, 19 i cantieri ancora in corso, tre i progetti approvati in attesa della gara, 20 quelli consegnati in attesa di approvazione, 12 in attesa di integrazioni da parte dei progettisti e altrettanti quelli ancora da consegnare, 20 gli edifici in attesa di finanziamento e 14 quelli nuovi realizzati. In questo elenco, acquista un valore altamente simbolico la riapertura della Cattedrale dell'Assunta, cui si è giunti grazie a un cantiere durato 1236 giorni, a partire dal 30 luglio 2012. La Cattedrale era già stata sottoposta nel 1996 a un primo intervento di consolidamento strutturale, dimostratosi parzialmente efficace. L’intervento appena eseguito - il cui costo complessivo è pari a circa 5 milioni e 100 mila euro, finanziati per circa 4 milioni e 400 mila euro dalla Regione con i fondi per la ricostruzione e per la restante parte, oltre che con fondi della Diocesi, da donatori privati - è stato calibrato a completare l’opera iniziata precedentemente, colmando le lacune che il sisma ha evidenziato con un miglioramento del 50%. «Spesso mi si chiede cosa succederebbe in occasione di un eventuale altro sisma - afferma l'ingegner Soglia - posso affermare con sicurezza che oggi la Cattedrale, numeri alla mano, è più sicura di prima».
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