Gazzetta di Modena

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Furti e rapine, a Cognento arrivano le “sentinelle” 

di Stefano Totaro
Furti e rapine, a Cognento arrivano le “sentinelle” 

Nasce il gruppo di controllo di vicinato: chat tra residenti per segnalare anomalie Domani il primo incontro operativo. Il comandante Chiari: «Noi solo di supporto»

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Forse è la volta buona. Cognento sarà la prima zona di Modena in cui verrà ufficialmente avviato il controllo di vicinato, ovvero quando una numerosa squadra di residenti si coalizza nello scambiarsi informazioni in modo rapido ed efficace per cercare di arginare l’assalto di ladri, scippatori e rapinatori facendo intervenire le forze dell’ordine, dando loro “ le armi” per intervenire in modo veloce ed efficace. Ovvero informandole.
Un controllo di vicinato che è solo supportato e non gestito dall’amministrazione comunale che fornisce esperti e sostegno all’iniziativa nel suo percorso. Così domani alle 17.30 nella sala civica di Cognento, in largo Traeri 100 si svolgerà un incontro specifico a cui parteciperanno il comandante della polizia municipale di Modena Franco Chiari, la vicecomandante Patrizia Gambarini, l’ispettore di zona del Quartiere 4 Franco Busi e la responsabile dell’ufficio politiche per la legalità e le sicurezze del Comune Giovanna Rondinone. Sarà inoltre presente Susi Tinti, comandante della polizia municipale Unione Terre d’Argine.
Ma perché Cognento? Tutto nasce dal “quotidiano”, ovvero da una serie impressionante di furti e di tentati furti, di assalti notturni e pomeridiani alla abitazioni che erano avvenuti quasi in serie in alcune strade della frazione. I residenti, uno di questi fra l’altro visitato due volte a distanza di neanche un giorno,, si sentivano indifesi, notavano presenze in auto parcheggiate nei piazzali e nelle aree di sosta e si sentivano osservati, “marcati” da ladri che studiavano le abitudini della gente, i loro spostamenti e che quindi sceglievano il momento opportuno per entrare in azione. Qualcuno aveva proposto di assoldare una guardia giurata, altri erano pronti a passeggiate-ronde serali per scoraggiare i malintenzionati. Poi la proposta, supportata dal Comune, di creare un gruppo di controllo di vicinato, di formare una rete informativa e di intervento per difendersi dai delinquenti. E dopo contatti e vari scambi di pareri nella frazione, domani verrà compiuto il primo passo, sia per Cognento che per l’intera città di Modena. A differenza di altri centri della nostra provincia, soprattutto nella Bassa dove da tempo ne sono stati attivati parecchi ed esiste una rete tra questi, Modena è rimasta ancora al palo. Certo, ci sono dei gruppi in qualche strada come ad esempio la zona dei Torrazzi vicino alla chiesa, l’anno scorso ci sono stati degli incontri formativi sia per la polizia municipale che per una quarantina di volontari, incontri a Modena Est e a Sant’Agnese, ma un progetto organizzato e strutturato non è mai partito.
Ora Cognento. «Non siamo gestori di questi gruppi, voglio sottolineare - afferma il comandante della polizia municipale Franco Chiari - ma cerchiamo di dare un supporto. Il fine è quello comunque di recuperare una socializzazione di base, di recuperare il valore dello scambio di informazioni, il parlarsi tra persone che vivono le stesse paure od esperienze, sia negative che positive, nel quartiere, di riappropriarsi del valore della partecipazione attiva. Agli incontri abbiamo chiamato anche i membri dell’associazione “Controlli di vicinato” attiva a livello nazionale, abbiamo i nostri esperti della scuola di polizia. Cerchiamo di aiutare loro anche ad aiutarci, in modo da essere più efficaci nei nostri interventi». Dunque, ora tutti all’opera con Whatsapp, per inviare in chat presenze, avvistamenti, spostamenti, apparizioni, finestre pericolosamente lasciate aperte, “uomini ragno” che salgono lungo i tubi delle grondaie, garage aperti, ronde di persone in bici che incontrano gente in strada che si avvicina loro in auto.
La lista delle “cose” da segnalare è molto lunga e variegata. La finalità del gruppo di vicinato è ben spiegata dall’associazione “Controllo del vicinato”: «Il senso di vicinanza, unito alla certezza che al suono di un allarme, a un’invocazione di aiuto o di fronte a qualunque altra situazione “anomala” ci sia un tempestivo intervento del vicinato, fa sì che ci si senta maggiormente protetti all’interno della propria abitazione e della propria area, rafforzando nel contempo i legami all’interno di una comunità diventata più unita e consapevole».

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