I ragazzi nel dolore di Dachau
di Alessia Pedretti
«In onore dei morti e per avvertimento dei vivi: questa frase su una statua rende l’idea della tragedia»
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Ieri i ragazzi delle scuole medie di Modena e provincia sono partiti in pullman da Monaco dove hanno trascorso la nottata per visitare il campo di concentramento di Dachau, primo campo di lavoro creato nel 1933 come modello per gli altri campi e destinato ad accogliere gli oppositori politici del Reich e non solo. E nel secondo giorno del viaggio della memoria organizzato dalla Fondazione Fossoli i ragazzi sono venuti subito a contatto con una delle realtà più dure da accettare.
È stata indubbiamente una grande opportunità di crescita personale che li ha aiutati a riflettere su temi attuali di discriminazione razziale e di antisemitismo. L’obiettivo principale è non dimenticare l’orrore messo in atto dai nazisti e, attraverso il ricordo, non ricommettere più gli stessi errori del passato.
I giovani, quindi, hanno avuto l’opportunità di lasciarsi raccontare la storia dai luoghi stessi, è stata un’emozione forte che ha richiesto un momento di contemplazione privata.
«Mi ha impressionato molto una statua di un “detenuto X“ che riportava la scritta in tedesco “in onore dei morti e per avvertimento dei vivi“. Penso che racchiuda l’essenza di questo viaggio, ciò che deve rimanere nel cuore di ognuno di noi , l'eredità vera e propria di questa esperienza», è la riflessione di Alice, una ragazza della 5B del Liceo Carlo Sigonio.
«La piazza dell'appello, enorme cortile che accoglieva i prigionieri subito dopo l'ingresso con la famosa scritta “Arbeit Macht Frei“, rende immediatamente, attraverso la sua estensione, il senso di spaesamento che questa gente ha vissuto», afferma invece Sara anche lei studentessa del Liceo Carlo Sigonio di Modena.
Infine dopo una sosta i ragazzi sono risaliti in pullman per recarsi a Linz, città austriaca che visiteranno oggi pomeriggio. Per la mattinata odierna sono invece previste le visite al campo di concentramento di Mauthausen, il castello di Hartheim e il campo di Gusen che rappresenteranno sicuramente altri spunti di riflessione importanti. Il viaggio della memoria in pullman (e non in treno come nelle precedenti edizioni) proseguirà anche lunedì e martedì, quando i ragazzi rientreranno a Modena.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È stata indubbiamente una grande opportunità di crescita personale che li ha aiutati a riflettere su temi attuali di discriminazione razziale e di antisemitismo. L’obiettivo principale è non dimenticare l’orrore messo in atto dai nazisti e, attraverso il ricordo, non ricommettere più gli stessi errori del passato.
I giovani, quindi, hanno avuto l’opportunità di lasciarsi raccontare la storia dai luoghi stessi, è stata un’emozione forte che ha richiesto un momento di contemplazione privata.
«Mi ha impressionato molto una statua di un “detenuto X“ che riportava la scritta in tedesco “in onore dei morti e per avvertimento dei vivi“. Penso che racchiuda l’essenza di questo viaggio, ciò che deve rimanere nel cuore di ognuno di noi , l'eredità vera e propria di questa esperienza», è la riflessione di Alice, una ragazza della 5B del Liceo Carlo Sigonio.
«La piazza dell'appello, enorme cortile che accoglieva i prigionieri subito dopo l'ingresso con la famosa scritta “Arbeit Macht Frei“, rende immediatamente, attraverso la sua estensione, il senso di spaesamento che questa gente ha vissuto», afferma invece Sara anche lei studentessa del Liceo Carlo Sigonio di Modena.
Infine dopo una sosta i ragazzi sono risaliti in pullman per recarsi a Linz, città austriaca che visiteranno oggi pomeriggio. Per la mattinata odierna sono invece previste le visite al campo di concentramento di Mauthausen, il castello di Hartheim e il campo di Gusen che rappresenteranno sicuramente altri spunti di riflessione importanti. Il viaggio della memoria in pullman (e non in treno come nelle precedenti edizioni) proseguirà anche lunedì e martedì, quando i ragazzi rientreranno a Modena.
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