«Profughi, un dibattito doveroso»
La posizione delle liste civiche Uniamoci: «Noi perplessi». A giorni i primi arrivi
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Era un nostro preciso dovere e atto di rispetto per i nostri cittadini richiedere lo svolgimento di un dibattito istituzionale». Lo spiega il Gruppo Consigliare delle Liste Civiche in Area Nord, che fa riferimento a Uniamoci dopo il dibattito sui migranti con il prefetto Paba.
«Soprattutto in relazione alla situazione della Bassa Modenese ancora sotto tutela dell'emergenza sisma e che vede calare dall'alto l'ennesima decisione presa altrove, senza diritto di replica«, accusa la lista, negando che i cittadini perplessi o contrari abbiano « mentalità e comportamenti razzisti: vogliono solamente chiedere alle istituzioni la dovuta attenzione: «La decisione della Prefettura ci ha lasciato allibiti, ma non sorpresi, perché le voci erano sempre più insistenti, nonostante le smentite. Le soluzioni di accoglienza che verranno adottate si sviluppano secondo modalità alle quali la stessa parte più disagiata del nostro fragile tessuto sociale vorrebbe aspirare e attualmente non trova disponibili: parliamo ad esempio dei lavori socialmente utili che prima del 2012 venivano svolti dai cittadini della Bassa, italiani e immigrati regolari, con bassa professionalità per circa 300 Euro mensili. Inoltre i migranti di seconda accoglienza richiesti espressamente dai Sindaci Ucman, se muniti di ricevuta di verbalizzazione della domanda di protezione internazionale, potranno dopo 60 giorni essere regolarmente avviati al lavoro per fare gola alle aziende della zona che cercano personale dal costo stracciato. La stessa ricevuta consentirà loro di diventare residenti a tutti gli effetti del Comune ospitante e di inserirsi tra coloro che a ben 5 anni dal sisma hanno necessità di sostegno economico da parte dei servizi sociali locali a causa di problematiche ancora irrisolte. Per i migranti che non troveranno lavoro, è ovvio che si aprirà la strada dell'espediente».
Quindi solo dei no? «Noi diciamo non adesso e non in questo modo - replica Uniamoci - Non vogliamo che la nostra Bassa si presti a foraggiare un sistema di business che oltre tutto permette al mercato locale del lavoro di ottenere l'abbassamento dei livelli di tutela generali ottenuti in anni di lotta, che qualcuno forse ha improvvisamente dimenticato. A pochi giorni dai primi arrivi Uniamoci, rendendosi disponibile al dialogo, contesta che ci siano ancora domande inevase: «Dove, come e quando saranno ospitati non è dato sapere».
Il Prefetto quantomeno ha garantito che ogni collocazione verrà condivisa con i sindaci, come gli stessi sindaci hanno spiegato. Non resta che attendere. Intanto i Comuni firmeranno la convenzione per impiegare i richiedenti asilo in lavori pubblici di volontariato.
«Soprattutto in relazione alla situazione della Bassa Modenese ancora sotto tutela dell'emergenza sisma e che vede calare dall'alto l'ennesima decisione presa altrove, senza diritto di replica«, accusa la lista, negando che i cittadini perplessi o contrari abbiano « mentalità e comportamenti razzisti: vogliono solamente chiedere alle istituzioni la dovuta attenzione: «La decisione della Prefettura ci ha lasciato allibiti, ma non sorpresi, perché le voci erano sempre più insistenti, nonostante le smentite. Le soluzioni di accoglienza che verranno adottate si sviluppano secondo modalità alle quali la stessa parte più disagiata del nostro fragile tessuto sociale vorrebbe aspirare e attualmente non trova disponibili: parliamo ad esempio dei lavori socialmente utili che prima del 2012 venivano svolti dai cittadini della Bassa, italiani e immigrati regolari, con bassa professionalità per circa 300 Euro mensili. Inoltre i migranti di seconda accoglienza richiesti espressamente dai Sindaci Ucman, se muniti di ricevuta di verbalizzazione della domanda di protezione internazionale, potranno dopo 60 giorni essere regolarmente avviati al lavoro per fare gola alle aziende della zona che cercano personale dal costo stracciato. La stessa ricevuta consentirà loro di diventare residenti a tutti gli effetti del Comune ospitante e di inserirsi tra coloro che a ben 5 anni dal sisma hanno necessità di sostegno economico da parte dei servizi sociali locali a causa di problematiche ancora irrisolte. Per i migranti che non troveranno lavoro, è ovvio che si aprirà la strada dell'espediente».
Quindi solo dei no? «Noi diciamo non adesso e non in questo modo - replica Uniamoci - Non vogliamo che la nostra Bassa si presti a foraggiare un sistema di business che oltre tutto permette al mercato locale del lavoro di ottenere l'abbassamento dei livelli di tutela generali ottenuti in anni di lotta, che qualcuno forse ha improvvisamente dimenticato. A pochi giorni dai primi arrivi Uniamoci, rendendosi disponibile al dialogo, contesta che ci siano ancora domande inevase: «Dove, come e quando saranno ospitati non è dato sapere».
Il Prefetto quantomeno ha garantito che ogni collocazione verrà condivisa con i sindaci, come gli stessi sindaci hanno spiegato. Non resta che attendere. Intanto i Comuni firmeranno la convenzione per impiegare i richiedenti asilo in lavori pubblici di volontariato.
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