Ramo su auto, maxi risarcimento
Cavezzo. Spezzato dal vento, ferisce una donna che passava in strada: dovrà pagarle 60mila euro
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CAVEZZO. Il 9 giugno del 2008 su Cavezzo si abbatte un violentissimo temporale, uno dei tanti del clima che sta cambiando.
In via Papazzoni da un albero si stacca un gigantesco ramo, che precipita in strada. Il destino vuole che in quel momento stia transitando la Fiat Bravo di una donna. L’auto viene colpita, e la donna ferita. Finirà all’ospedale, con fratture e traumi.
Il 20 luglio del 2011, a tre anni dall’incidente, la donna si rivolge al Tribunale civile di Modena, chiedendo il risarcimento dei danni materiali e non materiali che quella vicenda le ha provocato.
Con una sentenza pronunciata nei giorni scorsi il giudice, dottoressa Cortelloni, ha condannato la proprietà dell’immobile - e dell’albero in questione - ad un risarcimento che, tutto sommato, supera i 70mila euro.
La sentenza è di privo grado, arriva 9 anni dopo il fatto e, come spesso accade alla giustizia italiana, è “sfortunata”: il proprietario della casa in questione, un conosciuto e stimato 70enne, è già deceduto. Per cui a farsi carico delle incombenze imposte dalla sentenza dovrebbero essere gli eredi.
La proprietà è stata anzitutto condannata alla rifusione delle spese del processo: 7.000 euro di compensi e 2.2200 di spese.
Poi c’è il danno biologico, calcolato dal giudice in 49.500 euro, ottenuti tenendo conto anche delle somme già liquidate dall’Inail. Poi ci sono oltre 4.000 euro di spese mediche e il valore dell’auto, ricalcolato sui 2300 euro.
Insomma, ci avviciniamo ai 70mila euro.
Nel merito, per evitare responsabilità il difebsore del proprietario aveva invocato il cosidetto “caso fortuito”.
«L’allegazione del convenuto, circa la riferibilità della caduta del ramo alle forti piogge ed, in particolare, ad un fulmine che, quel giorno, lo avrebbe colpito - scrive il giudice - non è provata. Il temporale verificatosi il giorno 9 giugno 2008 è stato classificato da Arpa come “temporale ordinario”, escludendo pertanto quell’evento straordinario ed imprevedibile idoneo ad integrare il caso fortuito».
In via Papazzoni da un albero si stacca un gigantesco ramo, che precipita in strada. Il destino vuole che in quel momento stia transitando la Fiat Bravo di una donna. L’auto viene colpita, e la donna ferita. Finirà all’ospedale, con fratture e traumi.
Il 20 luglio del 2011, a tre anni dall’incidente, la donna si rivolge al Tribunale civile di Modena, chiedendo il risarcimento dei danni materiali e non materiali che quella vicenda le ha provocato.
Con una sentenza pronunciata nei giorni scorsi il giudice, dottoressa Cortelloni, ha condannato la proprietà dell’immobile - e dell’albero in questione - ad un risarcimento che, tutto sommato, supera i 70mila euro.
La sentenza è di privo grado, arriva 9 anni dopo il fatto e, come spesso accade alla giustizia italiana, è “sfortunata”: il proprietario della casa in questione, un conosciuto e stimato 70enne, è già deceduto. Per cui a farsi carico delle incombenze imposte dalla sentenza dovrebbero essere gli eredi.
La proprietà è stata anzitutto condannata alla rifusione delle spese del processo: 7.000 euro di compensi e 2.2200 di spese.
Poi c’è il danno biologico, calcolato dal giudice in 49.500 euro, ottenuti tenendo conto anche delle somme già liquidate dall’Inail. Poi ci sono oltre 4.000 euro di spese mediche e il valore dell’auto, ricalcolato sui 2300 euro.
Insomma, ci avviciniamo ai 70mila euro.
Nel merito, per evitare responsabilità il difebsore del proprietario aveva invocato il cosidetto “caso fortuito”.
«L’allegazione del convenuto, circa la riferibilità della caduta del ramo alle forti piogge ed, in particolare, ad un fulmine che, quel giorno, lo avrebbe colpito - scrive il giudice - non è provata. Il temporale verificatosi il giorno 9 giugno 2008 è stato classificato da Arpa come “temporale ordinario”, escludendo pertanto quell’evento straordinario ed imprevedibile idoneo ad integrare il caso fortuito».
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