Trovato morto nel bagagliaio dell’auto
di Stefano Totaro
L’anziano disabile è stato scoperto dalla Squadra Mobile nel garage con la gola squarciata: si indaga anche per omicidio
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PAVULLO. Omicidio o suicidio? È quanto stanno cercando di scoprire gli investigatori della squadra mobile modenese guidata da Marcello Castello che, sotto l’egida della procura, pm Enrico Stefani, cercano di ricostruire gli elementi di un caso che, sinora, pare piuttosto complicato e misterioso. Sinora perché sarà fondamentale l’autopsia: gli esiti degli esami potranno fornire elementi determinanti su questa morte. Con ogni probabilità la procura, quasi come un “atto dovuto”, nel richiedere l’autopsia ha ipotizzato anche il reato di omicidio. Anthony Collinssplatt è un pensionato di 77 anni che è stato trovato morto nel baule della sua auto, nel garage di casa saturo di monossido di carbonio. L’anziano, disabile in seguito ad un incidente stradale (gli mancano infatti la gamba destra e l’avambraccio sinistro), aveva la gola squarciata. O meglio, c’era un lungo taglio alla gola, a metà collo, tutto ricoperto di sangue, ormai coagulato per il fatto che la morte, almeno secondo i primi accertamenti, dovrebbe risalire alla prima serata o alla notte tra giovedì e venerdì scorsi. Venerdì mattina infatti, da via Turati, dove l’anziano disabile nato in Canada e con passaporto inglese, abitava da anni in una palazzina di proprietà, era scattato il primo allarme. Era stata la sua domestica, una signora albanese, ad insospettirsi. Lui, descritto come una persona meticolosa e metodica, era solito comunicare con la donna, telefonicamente oppure tramite messaggini, per indicare quali stanze dovesse pulire, come mettere questo o quell’oggetto, quali faccende fossero più urgenti rispetto alle altre. La donna non aveva ricevuto alcun messaggio e venerdì mattina era andata in casa e non aveva trovato nessuno. L’anziano infatti viveva solo e godeva della compagnia del suo cane, ed era anche molto riservato. La gente poteva notarlo, capello e barba bianca, andare in giro per il paese sulla bicicletta attrezzata per la sua disabilità (portava le protesi sia alla gamba che al braccio) con il cane a guinzaglio. La signora delle pulizie dunque, non trovando nessuno in casa e non avendo ricevuto alcuna indicazione come era prassi, si insospettisce. Chiede informazioni ai vicini ma nessuno aveva visto uscire Anthony. Qualcuno va in giro per Pavullo a cercarlo, poi viene contattata la polizia stradale e così le forze dell’ordine si mettono in moto. Si arriva così alla macabra scoperta. Nel garage, che era chiuso non a chiave ma con due porte basculanti (che si possono chiudere quindi dall’esterno) , vi era l’auto, una Micra, ancora col motore acceso, l’ambiente saturo di monossido di carbonio e il corpo del 77enne nel baule. Non era seduto su un sedile, come era più logico pensare, ma nel baule. Non aveva le protesi. E c’era quel taglio alla gola, quella vasta ferita coperta di sangue. Gli investigatori salgono allora al primo piano dello stabile e in cucina trovano un oggetto sporco di sangue. Non è un coltello, ma un oggetto ora al vaglio degli inquirenti. Per terra tracce di sangue, ma non “un lago”. Niente sangue in altre stanze né sulle scale. Questo il quadro. Dunque: l’uomo cerca di togliersi la vita ferendosi alla gola, non vi riesce e allora sanguinante ma senza lasciare tracce scende, fra l’altro senza protesi e quindi facendo fatica a spostarsi, nel garage, accende l’auto e si mette nel baule invece che sui sedili per aspettare la morte? Sembrano entrambi due tentativi quantomeno maldestri di farla finita. E il sangue? L’anziano indossava un accappatoio (sotto maglietta e slip) e forse quell'indumento ha assorbito il sangue che usciva dal collo. Oppure, in caso sia un omicidio, qualcuno ha iniziato al primo piano poi ha portato nel garage l’anziano, simulando il suicidio. Il movente è tutto da scoprire. Escluso comunque possa trattarsi di un omicidio a sfondo sessuale.
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