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Giallo di Pavullo, La vicina che ha trovato il cadavere:«Era rannicchiato nel baule: non credo si sia tolto la vita»

Giallo di Pavullo, La vicina che ha trovato il cadavere:«Era rannicchiato nel baule: non credo si sia tolto la vita»

PAVULLO. «Viviamo nell'incubo da venerdì: non dormiamo più la notte. Finché non sappiamo la verità sulla morte del povero Tony, non avremo pace». È sotto choc la famiglia che da un anno abita nell'app...

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PAVULLO. «Viviamo nell'incubo da venerdì: non dormiamo più la notte. Finché non sappiamo la verità sulla morte del povero Tony, non avremo pace». È sotto choc la famiglia che da un anno abita nell'appartamento di fianco a quello del professore dell'Accademia Militare di Modena (insegnava inglese negli anni '70-'80), una coppia di pensionati più la nuora di colore e i suoi due bimbi, tutti in affitto da lui. «Non riesco a credere al suicidio – sottolinea la signora in pensione - e mi terrorizza pensare che di notte nelle scale di fianco alle mie possa essere salito un omicida che magari, se mi svegliavo e aprivo la porta, uccideva anche me: è terribile». Il ricordo della mattina di venerdì è indelebile: «Mi chiama la donna delle pulizie che voleva andare in casa e trovando chiuso mi dice: “Scusi, lei l'ha visto il signor Tony?” Sono rimasta basita. Guardo e vedo che è tutto chiuso, quando lui apriva sempre dalle 5. Chiamano dei suoi amici che lo cercano in giro, anche all'ospedale. Poi tornano qui e guardando in giro si accorgono che in garage c'è una macchina accesa. Aprono e lo trovano, l'ho visto anch'io rannicchiato nel baule: non dimenticherò mai quella visione». Da qui la chiamata alla polizia, e l'apertura del caso. Collinssplatt viene descritto come un tipo molto particolare: amava la natura e la sua “oasi di verde” (con anche una micro-vigna) che si era creato in cortile. Adorava gli animali, e aveva istallato anche una sorta di griglia sul balcone per aiutare gli uccellini a prendere da mangiare. Proibiva le grigliate e anche l'uccisione dei topi. Abitava tra montagne di libri e disordine “come un mago”, impiegando pochissimo la donna delle pulizie. Ma era molto attento al prossimo: «Mai avuto uno screzio con lui, tutte le volte che gli abbiamo chiesto qualcosa per la casa l'ha sempre fatto – sottolinea la signora – il portone blindato che volevamo, ad esempio, ce l'ha fatto istallare subito. Lui invece lasciava la porta aperta (lo zerbino gliel'abbiamo regalato noi) per il cane, non temendo nulla. Anche se particolare, era una persona buona e intelligente: non avrebbe mai tentato un suicidio con modalità così strane». (d.m.)

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