Gazzetta di Modena

Modena

Mauthausen, gli occhi sulla tragedia 

di Alessia Pedretti
Mauthausen, gli occhi sulla tragedia 

La visita al campo di concentramento emoziona gli studenti: «Quel dolore diventi per noi uno stimolo a vivere con rispetto»

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La giornata di ieri è stata forse una delle più intense e impegnative per i ragazzi modenesi del viaggio della memoria, arrivati a Mauthausen.
Nella mattinata si sono recati alla fortezza di Hartheim, castello nel quale molti bambini disabili a causa del progetto T4 sull’eutanasia furono eliminati in quanto rappresentavano un costo per il Reich. Nel 1939 il castello (campo di prova delle camere a gas di Mauthausen) venne espropriato e trasformato dai nazisti in azienda di morte e gli igienisti e i medici passarono dalla sterilizzazione allo sterminio di questo intero gruppo di persone che, secondo loro, non aveva diritto di vivere, gli inadatti.
«Visitare il castello di Hartheim mi ha ricordato l'importanza che le persone con disabilità ricoprono nella nostra società - spiega Filippo Florindo che frequenta la 5A all’istituto Zanarini - e di come queste siano un’ispirazione per tutti noi, ho ripensato alla medaglia olimpica di Bebe Vio e a come questa abbia regalato ispirazione a migliaia di persone. Dobbiamo vivere con rispetto per tutti». In questo campo di morte sono state soppresse 30.000 vite umane, tra disabili psichici e fisici e persone affette da malattie psichiche da istituti di cura, in parte prigionieri dei campi di concentramento di Mauthausen, Gusen e Dachau, inabili al lavoro o condannati ai lavori forzati.
Successivamente si è svolta la visita al campo di Mauthausen nel quale i ragazzi hanno visitato i monumenti internazionali in memoria delle vittime dell’universo concentrazionario, la scalata della morte, la porta d'ingresso, il piazzale dell'appello, le camerate, i forni crematori, le camere a gas e il museo del campo.
Il castello rinascimentale come anche il campo di Mauthausen colpiscono molto proprio perché sono inseriti in maniera assolutamente antitetica all'interno di un’oasi naturale meravigliosa e molto suggestiva piena di campi, laghi e montagne.
Infine i ragazzi si sono recati al memoriale di Gusen che oggi vuole ricordare con varie targhette i morti del campo di concentramento andato purtroppo distrutto e al posto del quale sono presenti diverse abitazioni . Oggi i ragazzi lasceranno Linz per andare poi a Ebensee per la visita con gli storici della Fondazione della galleria museo e del monumento Lepetit, dedicato a tutti i deportati. Domani il rientro.

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