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Pavullo, anziano morto: si indaga per omicidio

di Daniele Montanari
Pavullo, anziano morto: si indaga per omicidio

Sangue su una finestra e a terra. Tante incongruenze. Senza protesi e con la gola tagliata “entra” in auto? Interrogatori

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PAVULLO. Prende sempre più quota l'ipotesi che ci sia un omicidio dietro alla tragica fine di Anthony Collinssplatt il 77enne anglocanadese trovato morto venerdì mattina a Pavullo. Il rinvenimento, com'è noto, è avvenuto nel bagagliaio della sua Micra all'interno del secondo garage (quello sul retro) della palazzina di sua proprietà in via Turati 3, zona Budria. L'auto era accesa e l'ambiente saturo di monossido, è vero. Ma sarà l'autopsia che verrà eseguita oggi, disposta dal pm Enrico Stefani, a chiarire se è stata quella la causa del decesso o se invece è stato il lungo taglio alla gola. Che potrebbe anche essere opera non sua. Ma di qualcuno che poi ha pensato di coprirsi con la messinscena dell'auto. Il dubbio è fortissimo: come poteva un disabile con la gola tagliata riuscire a scendere in cortile senza entrambe le protesi (alla gamba destra e all'avambraccio sinistro) stranamente lasciate in casa, uscire, aprire il garage, accendere la macchina e poi rinchiudersi nel baule per suicidarsi? Perché poi nel baule e non sul sedile? Di certo è più difficile fare stare un cadavere dritto su un sedile. Tanti gli interrogativi, troppi.

La squadra mobile modenese guidata da Marcello Castello in queste ore sta sentendo a spron battuto testimoni su testimoni: tutte le persone che conoscevano Collinssplatt, dalla donna delle pulizie albanese ai vicini, fino agli operai della ditta edile a cui aveva affittato il garage-magazzino sul lato sinistro. Molte cose non tornano, a partire dalle macchie di sangue trovate in casa: non nella sua camera a letto ma in quella secondaria, e in cucina. E poi quel sangue rimasto sul davanzale della finestra sul retro, ancora aperta, e sotto sul selciato la grande macchia rossa. Si era sporto insanguinato lui, deciso magari a buttarsi per darsi la morte che non era riuscita col taglio alla gola? O invece qualcuno aveva pensato di buttarlo giù per inscenare questo tipo di suicidio ripiegando poi sulla macchina? O addirittura è stato calato giù da più persone che poi l'hanno portato nel garage? Se si fosse mosso da solo, chiazze di sangue grosse così se ne sarebbero trovate anche altrove. Soprattutto nell'ascensore di cui aveva dotato il suo appartamento, perché faceva troppa fatica a fare le scale. E ce ne sarebbero anche altre nel cortile, fino al garage. Pare che non fosse affatto difficile penetrare di notte in casa sua: era solito lasciare la porta d'ingresso aperta, per permettere all'adorato cagnolino di rientrare dopo la pipì. Era brigoso per lui scendere a chiudere, anche con l'ascensore. A volte si dimenticava perfino le chiavi sulla porta dell'appartamento. Una persona che conosceva le sue abitudini poteva benissimo sorprenderlo di notte. E vincere una colluttazione con un uomo privo di un braccio e una gamba non è certo difficile. Né lungo. Per cosa poi? Forse per denaro? Collinssplatt conduceva qui da quasi vent'anni una vita solitaria e risparmiosa, ma aveva un'ottima pensione di invalidità. Che sia diventato facile bersaglio di qualche balordo? Da oggi forse qualche risposta in più su una morte che è davvero un rebus. O meglio, un giallo.

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