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Echi coloniali rivivono con tessuti preziosi e lavorazioni sartorial

Maria Vittoria Melchioni
Echi coloniali rivivono con tessuti preziosi e lavorazioni sartorial

La collezione primavera estate di Maria Vittoria Severi unisce l’alta artigianalità su misura a prezzi accessibili

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di Maria Vittoria Melchioni
Spenti i riflettori sulle passerelle parigine, finisce anche il lungo mese dedicato alla moda. Spesso ci si concentra solo sull'aspetto glamour e sullo show rappresentato dal défilé in sè per sè, dalle celebrieties, dai reportage sulle riviste di settore, tralasciando il fatto che si fa moda anche nei restanti 5 mesi e la si fa lontano dai riflettori, negli atelier, nei laboratori, dove le intuizioni creative e visionarie degli stilisti diventano concrete, plasmate su stoffa.

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Nel visitare l'Atelier di Maria Vittoria Severi, durante la presentazione della sua collezione primavera-estate, sono emersi spunti interessanti che la stilista ha voluto condividere con noi. I capi per l'imminente bella stagione sono stati confezionati con tessuti di altissimo pregio, con finiture di extra-lusso che hanno richiesto una manodopera specializzata ormai più rara da trovare degli stessi tessuti. «Questa volta mi sono voluta spingere oltre - racconta la stilista - verso l'alta sartorialità. Vedo centinaia di prodotti, sia del pronto moda, sia del pret-à-porter realizzati con materiali di bassa qualità, rifiniti senza tutte le accortezze dovute ma soprattutto molto cari. Ho la fortuna di produrre e vendere direttamente senza passare per intermediari o punti vendita, quindi ho fortemente voluto rispettare le mie clienti, affezionate o nuove che siano, dando loro un capo di altissima qualità tessile, rifinito come si rifinivano i capi fino a 30 anni fa, ma ad un prezzo accessibile». E toccando con mano le infinite varietà di camicie, abiti, pantaloni, giacche che Maria Vittoria ha disegnato, non si può che darle ragione. Punto di forza della stilista sono sempre state le bluse con maniche di una certa importanza, e non mancano neanche in questa collezione ispirata all'Inghilterra coloniale di inizio Novecento. Nastrini intrecciati passano attraverso asole rifinite a mano, ruches che danno movimento, ricami in filo di seta che vanno a far sbocciare fiori e volare farfalle su impalpabili chiffon. O con oblò che lasciano intravedere sensualmente le spalle. I maxi abiti candidi hanno stampe botaniche e sono intarsiati in pizzo valencienne, pizzo che rifinisce anche gli orli e i polsini. Giacche sahariane in cotone di seta verde militare, sono impreziosite da broche a fiore con mille petali realizzati in tessuti di varie consistenze. Il plumetis è protagonista di una gonna che termina con una vera e propria opera d'arte in rete di pizzo con applicazioni floreali e un volo di farfalle che a giro ornano tutto il capo. Esotismo evocato anche nei kaftani con strategico elastico in vita che va a determinare la silhouette, senza interferire sulla portabilità morbida tipica dell'indumento. Struttura asimmetrica per i kimono in seta completamente ricamati, da indossare da soli o con i pantaloni con spacco attraverso il quale fuoriescono vezzosi volant. Gli spolverini realizzati con stampa multicolor sono il capospalla passepartout da indossare sia con i jeans che con l'abito formale. Accanto alle novità c'è sempre la linea cerimonia o per le grandi occasioni, tutto realizzato su misura per ogni taglia e conformazione fisica.

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