manifestazione in centro
Il grido di Formigine: «Salviamo le Carducci»
Il comitato: «Qui passate intere generazioni». Il sindaco: «Non abbiamo ancora deciso»
2 MINUTI DI LETTURA
FORMIGINE. Tre differenti voci (politiche e popolari) hanno animato la domenica mattina di piazza Calcagnini. Tema del dibattito il futuro delle ex scuole Carducci. Il comitato spontaneo “No Vendita ex scuole Carducci”, con l’appoggio dei consiglieri Bigliardi (Lista Civica), Cipriano (5 Stelle), Romani (Lega Nord) e dall’onorevole Michele Dell’Orco ritiene l’area un patrimonio storico formiginese che non merita di essere svenduto, per essere poi demolito e dare spazio alla realizzazione di otto villette.
«Non possiamo demolire un complesso del genere - dice Mauro Bavutti rappresentante del Comitato - questa scuola e l’intera area rappresentano la nostra storia; qui sono cresciute generazioni di formiginesi. Chiedo alla Giunta d’analizzare meglio la situazione, prima di prendere una decisione definitiva sul destino di un’area nata pubblica che, a detta di molti, può dare ancora molto». Della stessa idea anche il consigliere Bigliardi: «Sappiamo benissimo che l’area non rispetta le norme antisismiche. Questo però non giustifica la decisione della Giunta che dovrebbe preoccuparsi di più delle richieste dei cittadini e di valutare collettivamente, nonostante i nostri diversi schieramenti, la riqualificazione di un’area simbolo del paese che, dopo un’ulteriore perizia, potrebbe essere anche (in parte) demolita ma allo stesso tempo recuperata. Un risorgimento su cui potremmo ragionare, se la maggioranza fosse d’accordo». Presente anche il sindaco Costi con la Giunta e il consiglio Pd: «L’area è tra quelle alienabili alla vendita ma non è ancora stata messa a bando. Se dovessimo ricevere delle entrate aggiuntive potremmo ragionare su come sistemare e riqualificare l’intera area, la cui ipotetica vendita riguarda soltanto 1/3 di essa. Dal 2014 ad oggi, stiamo consolidando il debito comunale e abbiamo investito finora sul bene dei cittadini. Per quanto riguarda l’edificio dismesso, si ribadisce che diverse perizie tecniche lo hanno definito una struttura non sicura e non compatibile con le attuali norme antisismiche: per questo sono state realizzate le nuove scuole Carducci».
Fabrizio Tosi
«Non possiamo demolire un complesso del genere - dice Mauro Bavutti rappresentante del Comitato - questa scuola e l’intera area rappresentano la nostra storia; qui sono cresciute generazioni di formiginesi. Chiedo alla Giunta d’analizzare meglio la situazione, prima di prendere una decisione definitiva sul destino di un’area nata pubblica che, a detta di molti, può dare ancora molto». Della stessa idea anche il consigliere Bigliardi: «Sappiamo benissimo che l’area non rispetta le norme antisismiche. Questo però non giustifica la decisione della Giunta che dovrebbe preoccuparsi di più delle richieste dei cittadini e di valutare collettivamente, nonostante i nostri diversi schieramenti, la riqualificazione di un’area simbolo del paese che, dopo un’ulteriore perizia, potrebbe essere anche (in parte) demolita ma allo stesso tempo recuperata. Un risorgimento su cui potremmo ragionare, se la maggioranza fosse d’accordo». Presente anche il sindaco Costi con la Giunta e il consiglio Pd: «L’area è tra quelle alienabili alla vendita ma non è ancora stata messa a bando. Se dovessimo ricevere delle entrate aggiuntive potremmo ragionare su come sistemare e riqualificare l’intera area, la cui ipotetica vendita riguarda soltanto 1/3 di essa. Dal 2014 ad oggi, stiamo consolidando il debito comunale e abbiamo investito finora sul bene dei cittadini. Per quanto riguarda l’edificio dismesso, si ribadisce che diverse perizie tecniche lo hanno definito una struttura non sicura e non compatibile con le attuali norme antisismiche: per questo sono state realizzate le nuove scuole Carducci».
Fabrizio Tosi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
