Gazzetta di Modena

Modena

Troppi furti, barista dorme nel locale a Modena

di Martina Stocco
Troppi furti, barista dorme nel locale a Modena

Modena. Dopo tanti tentativi dei ladri, preferisce vigilare il suo caffé. «Aperti da tredici mesi, ho già subito quattro razzie: basta»

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15029169:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/troppi-furti-dormo-nel-mio-bar/73424/73986]]

MODENA «Dopo l’ennesimo furto ho deciso di dormire nel mio locale». È dallo scorso 4 agosto che il proprietario di un’attività commerciale della zona Buon Pastore ha compiuto questa scelta scomoda in tutti i sensi, che gli sottrae una vita privata. Il motivo? Evitare, o cercare perlomeno, di subire ulteriori furti. Purtroppo, la storia che vi stiamo per raccontare è comune a quella di tanti altri esercenti del modenese, che sono vittime della microcriminalità. Ma il titolare del bar in questione non si è scoraggiato e ha deciso di affrontare la situazione a modo suo. A raccontarci questa storia è l’esercente stesso, che ha preferito rimanere nell’anonimato.
Perché la scelta di dormire dentro al bar?
«Dopo diversi tentativi di furto - ha risposto L. R. - molti dei quali andati a segno, ho deciso, non avendo altre soluzioni, di vivere nella mia attività. Cerco solo di tutelare la mia proprietà, la possibilità di lavorare onestamente e di mantenere la mia famiglia. Abbiamo aperto il bar, io e mia moglie, tredici mesi fa. In sei mesi abbiamo subito quattro furti. L’ultimo tentativo solo poco tempo fa: ho sentito dei rumori che mi hanno svegliato e quando sono andato a vedere mi sono ritrovato faccia a faccia coi delinquenti: erano dall’altra parte del vetro. Mi hanno visto e sono fuggiti. Solo in questo modo ho evitato danni ingenti al locale».
A quanto ammontano i danni economici?
«La situazione, per un’attività commerciale avviata da poco, non è florida. Inoltre, tre-quattro mila euro di danni in poco tempo non fanno altro che rendere più difficile la sopravvivenza del locale». Dalle parole e dallo sguardo del diretto interessato si può capire solo in parte il senso di frustrazione provata. Tuttavia, oltre al danno economico, è la sfera privata ad aver subito i “maggiori colpi”.
Quali ripercussioni ha questa scelta nella sua vita?
«La parte che più ne risente è la famiglia: è avvilente vivere in questo modo perché non vedo più i miei figli, se non un paio di volte alla settimana. Immaginavo che ci sarebbero stati da fare dei sacrifici da fare per lavorare, ma non di questo genere. Siamo aperti tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, per dare un servizio ai cittadini, dalla mattina fino a sera. E da oltre cento giorni anche alla notte: sono nel locale ventiquattro ore al giorno. Dopo la chiusura rimango per presenziare. Non è questione di armarsi o di cercare vendetta, ma di proteggere la propria esistenza e il proprio lavoro».
I suoi familiari cosa ne pensano?
«Cercano di convincermi a cambiare lavoro: è una situazione pesante per tutti».
Perché non installare un sistema di videosorveglianza?
«C’è chi cerca di proteggersi con le telecamere, come hanno fatto i gestori di un altro bar nelle vicinanze e chi, come me, decide di provare a contrastare la microcriminalità con le proprie forze. Anche perché, nonostante le telecamere, i ladri se vogliono vanno a rubare ugualmente. Non a caso in tanti nel quartiere sono stati colpiti dai furti sia “armati” di videosorveglianza sia senza di essa».
C’è qualcun altro che ha fatto la stessa scelta?
«In molti, in Buon Pastore stanno cercando di presenziare all’interno della propria attività più tempo possibile».
E le forze dell’ordine?
«Passano in zona e nel caso dell’ultimo furto i carabinieri sono arrivati tempestivamente, nel giro di pochi minuti. Ma non è sufficiente: i provvedimenti vanno presi “dall’alto”. Anche le forze dell’ordine sono avvilite, forse ancora di più di noi cittadini. Fanno il loro lavoro nel limite delle possibilità e dei mezzi a disposizione, ma spesso non risultano assistiti e tutelati a dovere».
Cosa si aspetta?
«Di poter trovare soluzioni alternative o, almeno, di veder tutelata in qualche modo la sicurezza dei cittadini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google