Amarcord al Cafè: un sollievo per mille ammalati di Alzheimer
Presentata la sesta edizione degli incontri che si terranno dal 24 marzo al centro Pederzoli di Limidi In programma iniziative per chi soffre di questa patologia, per i famigliari o per chi fa assistenza
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Sono mille gli ammalati di Alzheimer nel distretto che comprende i quattro comuni dell’Unione, Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano. O meglio, come sostiene il sindaco Alberto Bellelli, sono «mille le famiglie coinvolte dall’Alzheimer perché hanno nel proprio nucleo uno o più ammalati».
È stata presentata ieri mattina la sesta edizione l’Amarcord al Café, iniziativa promossa dai servizi sociali dell’Unione Terre d’Argine e dal Gruppo assistenza familiari Alzheimer (Gafa) con la collaborazione della Croce blu. Gli incontri si svolgeranno a partire dal 24 marzo al centro polivalente Pederzoli di Limidi: gli appuntamenti saranno otto fino al prossimo 16 giugno, dalle 9.30 alle 11.30.
Amarcord al Café comprende un momento iniziale di accoglienza dove si consuma la colazione insieme; successivamente il gruppo si suddivide in due sottogruppi, uno per gli anziani e uno per i famigliari. Le terapiste e i volontari si impegnano a far trascorrere ai malati momenti di condivisione e benessere. Mentre ai caregiver, ovvero ai famigliari o a chi assiste gli ammalati si propone un supporto psicologico. «Chi sta vicino agli ammalati rischia pericolose ripercussioni del burn-out, ovvero delle conseguenze cui spesso si incorre dopo lunghi periodi di stress legati alla malattia dei propri cari - spiega il sindaco Bellelli - Basti pensare che oggi l’indice di stress sulla famiglia fa punteggio per accedere alle strutture protette».
Agli Amarcord partecipano: un terapista per la riabilitazione psichiatrica, un assistente sciale, una psicologa, oltre ad alcuni volontari. «Si tratta di un servizio a bassa soglia, ovvero, le persone possono accedervi liberamente - aggiunge la dottoressa Anna Ragazzoni - Si tratta di un momento di accoglienza, inclusivo».
Sulle novità della sesta edizione si è soffermato l’assessore solierese Andrea Selmi. «Quest’anno, intanto, è stato ampliato il numero di incontri che si distribuiranno su quattro mesi, invece che sui tre delle precedenti edizioni - sottolinea Selmi - Sono previsti incontri che prevedono: attività motoria, canto, ballo e giochi».
«Si tende ancora a stigmatizzare questa malattia, l’Alzheimer - evidenzia l’assessore Daniela Depietri - E nel gruppo famigliari si trovano e si elaborano strategie comuni per fare fronte alle varie situazioni».
Alla presentazione hanno partecipato anche famigliari di ammalati di Alzheimer che partecipano agli Amarcord al Café. «Vado agli appuntamenti con mia mamma, una persona che ha speso la sua vita per aiutare il prossimo e, improvvisamente, è cambiata dopo la malattia - racconta Annarella Mantovani - Non si accettano queste modifiche, non si accetta di vedere i propri cari così. Partecipando all’Amarcord si possono superare i problemi legati a questa patologia».
Serena Arbizzi
È stata presentata ieri mattina la sesta edizione l’Amarcord al Café, iniziativa promossa dai servizi sociali dell’Unione Terre d’Argine e dal Gruppo assistenza familiari Alzheimer (Gafa) con la collaborazione della Croce blu. Gli incontri si svolgeranno a partire dal 24 marzo al centro polivalente Pederzoli di Limidi: gli appuntamenti saranno otto fino al prossimo 16 giugno, dalle 9.30 alle 11.30.
Amarcord al Café comprende un momento iniziale di accoglienza dove si consuma la colazione insieme; successivamente il gruppo si suddivide in due sottogruppi, uno per gli anziani e uno per i famigliari. Le terapiste e i volontari si impegnano a far trascorrere ai malati momenti di condivisione e benessere. Mentre ai caregiver, ovvero ai famigliari o a chi assiste gli ammalati si propone un supporto psicologico. «Chi sta vicino agli ammalati rischia pericolose ripercussioni del burn-out, ovvero delle conseguenze cui spesso si incorre dopo lunghi periodi di stress legati alla malattia dei propri cari - spiega il sindaco Bellelli - Basti pensare che oggi l’indice di stress sulla famiglia fa punteggio per accedere alle strutture protette».
Agli Amarcord partecipano: un terapista per la riabilitazione psichiatrica, un assistente sciale, una psicologa, oltre ad alcuni volontari. «Si tratta di un servizio a bassa soglia, ovvero, le persone possono accedervi liberamente - aggiunge la dottoressa Anna Ragazzoni - Si tratta di un momento di accoglienza, inclusivo».
Sulle novità della sesta edizione si è soffermato l’assessore solierese Andrea Selmi. «Quest’anno, intanto, è stato ampliato il numero di incontri che si distribuiranno su quattro mesi, invece che sui tre delle precedenti edizioni - sottolinea Selmi - Sono previsti incontri che prevedono: attività motoria, canto, ballo e giochi».
«Si tende ancora a stigmatizzare questa malattia, l’Alzheimer - evidenzia l’assessore Daniela Depietri - E nel gruppo famigliari si trovano e si elaborano strategie comuni per fare fronte alle varie situazioni».
Alla presentazione hanno partecipato anche famigliari di ammalati di Alzheimer che partecipano agli Amarcord al Café. «Vado agli appuntamenti con mia mamma, una persona che ha speso la sua vita per aiutare il prossimo e, improvvisamente, è cambiata dopo la malattia - racconta Annarella Mantovani - Non si accettano queste modifiche, non si accetta di vedere i propri cari così. Partecipando all’Amarcord si possono superare i problemi legati a questa patologia».
Serena Arbizzi
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