Gazzetta di Modena

Modena

Il Pd finisce sotto commissariamento 

Il Pd finisce sotto commissariamento 

Vignola. Modena manda Davide Fava a gestire la campagna elettorale. Barbieri si chiama fuori

2 MINUTI DI LETTURA





VIGNOLA . Il Partito Democratico provinciale ha nominato il reggente del Pd di Vignola, dopo le dimissioni da segretario presentate la scorsa settimana da Federico Clò. Il nuovo commissario è Davide Fava, 46 anni, responsabile economico della segreteria provinciale del Pd. Fava sarà coadiuvato nel nuovo incarico da un gruppo di lavoro composto dal responsabile enti locali della segreteria provinciale, Stefano Reggianini, dal coordinatore del Pd della zona Terre di Castelli, Davide Pisciotta, e da Andrea Sirotti. Come è noto, Clò si era dimesso dopo che il Pd di locale, al suo interno, non aveva saputo trovare un accordo sul candidato a sindaco da proporre agli elettori, tra i due nomi che erano in lizza: Stefano Barbieri da una parte e Paola Covili dall’altra.
«Il coordinamento del partito vignolese - spiega il segretario provinciale, Lucia Bursi - per tutta la durata della campagna elettorale e almeno fino alle elezioni amministrative, rimarrà nelle mani della Segreteria provinciale del Pd, che ha designato uno specifico referente e un gruppo di lavoro. Per loro l’impegno è già, di fatto, cominciato: si lavora per individuare il candidato del Pd e la lista. Per la mattina di domenica prossima è anche già stata convocata l’assemblea degli iscritti del Pd di Vignola, appuntamento a cui io stessa parteciperò, per discutere di come affrontare al meglio la campagna elettorale. Una campagna che si annuncia impegnativa: dopo la sfiducia al sindaco uscente, Vignola è un Comune per la prima volta commissariato che ha necessità di una forza di governo capace».
Già dalla riunione di domenica prossima, quindi, potrebbero emergere nuovi nomi per possibili candidati del Pd. Intanto Stefano Barbieri, già l’altro ieri, ha rinunciato ufficialmente e definitivamente a correre per il Pd. «Vorrei solo precisare - ha detto Barbieri - che non ero stato io a chiedere di candidarmi, ma mi era stato chiesto dal Pd, che ha insistito anche dopo due miei no iniziali. Ringrazio perciò l’ex segretario Clò e tutti coloro che avevano sostenuto la mia candidatura. Sarei stato pronto a candidarmi solo se ci fosse stata, all’interno del partito, una convergenza unanime sul mio nome, che è mancata. Dal momento che non sono un politico, non volevo andare alle primarie e spaccare eventualmente un partito. In ogni caso questa esperienza è stata per me molto positiva, anche per il sostegno ricevuto in questi giorni da tanti cittadini. Ciò mi ha fatto riflettere, tanto che tra cinque anni, quando saranno cambiate diverse cose, potrei davvero pensare di candidarmi a sindaco della mia città. Intanto, auguro buon lavoro a tutti i candidati». (m.ped.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google