S.Felice, ruba 20mila euro in municipio: denunciata dipendente comunale
La scoperta dopo i controlli incrociati tra tesoreria e ragioneria. Mai un problema prima «Ho avuto un’esigenza in famiglia». Finora non è stata sospesa. Aperte due inchieste per peculato
SAN FELICE. Tra i venti e i trentamila euro in un anno, a suo dire spesi per soddisfare il vizio del gioco.
È costato circa duemila euro al mese al Comune di San Felice il nuovo sconcertante episodio da codice penale che investe il municipio.
Stavolta sulla graticola sale una dipendente del municipio, assunta da tempo. Secondo gli accertamenti dei responsabili dell’ufficio Ragioneria che hanno incrociato i dati con l’ufficio Tesoreria, l’impiegata si è indebitamente appropriata, di somme consistenti di denaro contante. Che incassava, ma che non versava nelle casse del municipio. Un raggiro che durava da mesi, commesso da una persona - descrivono in municipio - che in tanti anni di servizio non aveva mai dato adito a problemi di sorta.
Al punto che è stata fatta circolare la voce che si trattasse di una persona in un bisogno improvviso di denaro che, per improvvise ragioni famigliari, l’ha spinta a commettere un grave e palese reato. Palese, perché con i criteri di controllo incrociato dei Comuni era inevitabile che presto o tardi l’ammanco sarebbe venuto alla luce, con le relative responsabilità. Come poi è puntualmente stato. Incrociando i dati in vista di scadenze collegate al Bilancio, e dando seguito a qualche sospetto che era già cominciato a circolare, i dirigenti hanno scoperto all’inizio della scorsa settimana l’imbarazzante episodio. La dipendente è stata messa alle strette e, secondo la prima versione, ha ammesso in qualche modo l’addebito, boffonchiando la questione del bisogno per un famigliare. Altri hanno invece ipotizzato perdite al gioco.
Come impone la legge senza alcuna forma di discrezione, la dipendente è stata denunciata alla Procura della Repubblica, con l’ipotesi di peculato, ovvero di essersi impossessata di somme di denaro appartenenti alla comunità.
Contestualmente, è stato avviato un procedimento disciplinare, che parte dalla contestazione dell’addebito.
Entrambe le procedure impongono tempi tecnici. La Procura per parte sua dovrà ricevere, vagliare, verificare la notizia di reato, e passeranno parecchi giorni, tra incarichi, consulenze, interrogatori, anche se possono essere adottate misure cautelari (ad esempio la sospensione dal servizio).
Il procedimento amministrativo disciplinare prevede a sua volta segue un iter che consente normalmente al dipendente di difendersi, e che in questi casi può concludersi con il licenziamento, vista la gravità delle contestazioni.
Nel frattempo la dipendente in questi giorni ha continuato a lavorare. In municipio c’è grande imbarazzo, per una vicenda che vede il Comune parte lesa, ma che riporta di nuovo una comunità che sta tra l’altro gestendo decine e decine di milioni di euro per la ricostruzione nell’occhio del ciclone. (ase)
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