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Vicenda Artoni-Fercam: un rinvio al ministero 

Vicenda Artoni-Fercam: un rinvio al ministero 

Il dirigente del dicastero romano ha invitato a presentare un nuovo accordo  La filiale di Campogalliano potrebbe essere ceduta al Gruppo altoatesino

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Rinviato a oggi l’incontro romano presso il ministero dello sviluppo economico sul caso Artoni e sulla acquisizione dell’azienda di trasporti da parte dell’altoatesina Fercam.
Gianpietro Castano, dirigente del ministero dello sviluppo economico, ha concesso infatti 24 ore alle due parti, Artoni e Fercam, perché si possano presentare con un accordo soddisfacente in grado di contemperare le varie esigenze in campo. Secondo le anticipazioni trapelate lunedì da parte di Cna-Fita, il Gruppo Fercam dovrebbe rilevare 13 filiali e circa 150 lavoratori su 580 del gruppo Artoni. Fra le 13 filiali che dovrebbero passare a Fercam potrebbe rientrare anche quella di Campogalliano, che occupa una ventina di lavoratori ma che soprattutto vanta un indotto notevole di piccoli autotrasportatori legati all’attività di Artoni stessa.
Dal canto loro i sindacati hanno nuovamente ribadito l’importanza del saldo dei salari pregressi da parte dell’azienda reggiana e della necessità di far partire quanto prima gli ammortizzatori sociali per cercare di offrire sostegno alla forza lavoro dipendente e operativa in mezza Italia.
C’è infatti l’altro nodo delicatissimo che riguarda i lavoratori dell’indotto, circa 2.500 persone che sono con il fiato sospeso e che in molti casi sono creditori della Artoni, che dovrà spiegare - in caso di accordo positivo - che fine faranno le altre filiali del gruppo.
«Se confermato - ha detto Cinzia Franchini di Cna-Fita - questo accordo su appena 13 filiali non risolve il problema. Le banche non accettano più proroghe e le aziende rischiano la chiusura: parliamo di diverse centinaia di imprenditori. Mi aspetto che al tavolo al ministero a Roma venga affrontato quello che è un vero e proprio dramma e chiediamo ancora una volta di essere invitati al tavolo per rappresentare le problematiche di un intero comparto, quello degli imprenditori dell'autotrasporto».
Nell’incontro che si era tenuto a Bologna tra Regione Emilia Romagna, associazioni di impresa regionali, Cna, Legacoop, sindacati regionali di Cgil, Cisl e Uil della categoria dei trasporti, era stata evidenziata l’esigenza di mettere in campo rapidamente ammortizzatori sociali straordinari per crisi per i dipendenti dell'Artoni e di quelle mono-committenti a essa collegate, ma anche ammortizzatori in deroga per i lavoratori dell'indotto.

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