Enzo, dal Cile a Zocca sulle tracce degli avi
Celebrati gli anni dell’emigrazione a Capitan Pastene con visita del discendente della famiglia Cortesi
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ZOCCA. Momenti intensi e commozione a Zocca in un’aula consiliare gremita di studenti per l’incontro che ha ricordato gli anni dell’emigrazione a Capitan Pastene (Cile), alla presenza, tra le autorità, del sindaco Gianfranco Tanari, dell’ex Aldo Preci, di Gian Luigi Molinari (presidente Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo) e di Emilia Muratori (Unione Terre di Castelli).
L’occasione per riscoprire le pagine di storia del 1904-05, nell’iniziativa organizzata dall’assessore alla cultura Susanna Rossi Torri, è stata la prima visita in Italia del 31enne Enzo Cortesi, discendente della famiglia Cortesi di Rosola. Suo padre Giorgio è nato proprio a Capitan Pastene, dove peraltro sabato scorso c’è stata la tradizionale festa dedicata agli emigranti di Zocca e Pavullo. E ora finalmente l’approdo nella terra di origine.
«Per me è un sogno che si realizza - ha sottolineato Enzo - a Capitan Pastene si è sempre parlato tanto di queste zone bellissime. Abbiamo il dovere di non dimenticare mai il nostro legame, dobbiamo anzi rinsaldarlo». E qui c’è stato anche il colpo di scena dell’abbraccio con la famiglia del bisnonno Carlo Cortesi, reso possibile dal ritrovamento da parte di Walter Bellisi di una lettera del 1930.
Dici Capitan Pastene e non puoi non dire Antonio Parenti. Lo storico consigliere, assessore e sindacalista pavullese scomparso nel 2014 è stato infatti colui che più di tutti si è speso per sostenere quella comunità (che lo ha fatto cittadino onorario nel 1999) e rinsaldare il ponte in 20 anni di viaggi. Impegno che è stato rilanciato proprio in questi giorni dal viaggio di un mese (a sue spese, con ferie arretrate) compiuto dal figlio Mario sulle sue orme. Ma che è stato riconosciuto anche in una tesi: quella di Jessica Baroni, studentessa della Cattolica di Milano che si è appena laureata in Scienze Linguistiche con uno studio proprio su Capitan Pastene e gli intrecci culturali tra Italia e Cile. Tutto è nato da un libro avuto dal Consolato cileno: «Ho letto di Capitan Pastene e delle cose fatte da Mario Parenti - ha spiegato - che non conoscevo assolutamente. Allora ho cercato di mettermi in contatto con la famiglia, che mi ha dato un sacco di documentazione. È stato un uomo molto speciale: là lo consideravano un po’ come un angelo custode dei poveri».
«Ci sono cose di mio padre che ho saputo solo in questo viaggio - ha sottolineato Mario, ispettore di polizia municipale - incontrando persone su persone, e mi sono anche commosso. Mi ero fatto addirittura un’agenda per riuscire ad andare da tutti quelli che mi chiamavano perché avevano conosciuto lui. Sarebbe bellissimo se questo legame potesse continuare nel tempo attraverso scambi tra le scuole». E il progetto ha ottime chance per decollare. (d.m.)
L’occasione per riscoprire le pagine di storia del 1904-05, nell’iniziativa organizzata dall’assessore alla cultura Susanna Rossi Torri, è stata la prima visita in Italia del 31enne Enzo Cortesi, discendente della famiglia Cortesi di Rosola. Suo padre Giorgio è nato proprio a Capitan Pastene, dove peraltro sabato scorso c’è stata la tradizionale festa dedicata agli emigranti di Zocca e Pavullo. E ora finalmente l’approdo nella terra di origine.
«Per me è un sogno che si realizza - ha sottolineato Enzo - a Capitan Pastene si è sempre parlato tanto di queste zone bellissime. Abbiamo il dovere di non dimenticare mai il nostro legame, dobbiamo anzi rinsaldarlo». E qui c’è stato anche il colpo di scena dell’abbraccio con la famiglia del bisnonno Carlo Cortesi, reso possibile dal ritrovamento da parte di Walter Bellisi di una lettera del 1930.
Dici Capitan Pastene e non puoi non dire Antonio Parenti. Lo storico consigliere, assessore e sindacalista pavullese scomparso nel 2014 è stato infatti colui che più di tutti si è speso per sostenere quella comunità (che lo ha fatto cittadino onorario nel 1999) e rinsaldare il ponte in 20 anni di viaggi. Impegno che è stato rilanciato proprio in questi giorni dal viaggio di un mese (a sue spese, con ferie arretrate) compiuto dal figlio Mario sulle sue orme. Ma che è stato riconosciuto anche in una tesi: quella di Jessica Baroni, studentessa della Cattolica di Milano che si è appena laureata in Scienze Linguistiche con uno studio proprio su Capitan Pastene e gli intrecci culturali tra Italia e Cile. Tutto è nato da un libro avuto dal Consolato cileno: «Ho letto di Capitan Pastene e delle cose fatte da Mario Parenti - ha spiegato - che non conoscevo assolutamente. Allora ho cercato di mettermi in contatto con la famiglia, che mi ha dato un sacco di documentazione. È stato un uomo molto speciale: là lo consideravano un po’ come un angelo custode dei poveri».
«Ci sono cose di mio padre che ho saputo solo in questo viaggio - ha sottolineato Mario, ispettore di polizia municipale - incontrando persone su persone, e mi sono anche commosso. Mi ero fatto addirittura un’agenda per riuscire ad andare da tutti quelli che mi chiamavano perché avevano conosciuto lui. Sarebbe bellissimo se questo legame potesse continuare nel tempo attraverso scambi tra le scuole». E il progetto ha ottime chance per decollare. (d.m.)
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