Mirandola, la cocaina nascosta nel peperone
Arrestato lo spacciatore che aveva creato l’insospettabile deposito
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MIRANDOLA. In principio erano i sacchetti di fecola di patate, poi si è passati a nascondigli più efficaci come gli anfratti in garage o gli armadi con sottofondo oppure, ma solo per il “set da viaggio”, i contenitori che si trovano negli ovini di cioccolato. Ma i carabinieri hanno sempre scoperto ogni nuovo nascondiglio della droga, arrivando persino - giusto lo scorso anno in un’operazione a Dogaro di San Felice - a trovare la cocaina accuratamente riposta all’interno di un libro scavato e appoggiato nella libreria, accanto a tanti altri. Ma mai, in passato, i militari si erano imbattuti in un metodo così ingegnoso e per certi versi esilarante quale può essere un peperone. Perché è proprio lì che i carabinieri del Nucleo investigativo di Carpi hanno trovato circa cinquanta grammi di cocaina, che un 45enne custodiva nel soggiorno di casa. L’uomo, che abita in via Ardito Desio, una strada laterale di viale Gramsci, ha lavorato con precisione chirurgica per spolpare la verdura, togliendole la polpa e ricavando un anfratto ideale per occultare la droga. Poi ha richiuso tutto alla bene e meglio, ma evidentemente non abbastanza per raggirare i carabinieri, che lo avevano fermato poco prima, in strada, con addosso un grammo di polvere bianca già suddivisa in due dosi pronte per lo spaccio. Si è quindi passati alla perquisizione domiciliare, che ha portato all’insolito ritrovamento oltre che a scoprire 770 euro in contanti, sequestrati in quanto si sospetta possano essere i proventi della cessione dello stupefacente.
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