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Concordia: Martini Light, 105 lavoratori in bilico

Concordia: Martini Light, 105 lavoratori in bilico

Nel municipio presidiato summit tra l’azienda di Concordia, il sindaco Prandini e i sindacati: c’è preoccupazione sul futuro

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CONCORDIA. Giorni di tensione alla Martini Light di Concordia, azienda specializzata nell’illuminazione all’avanguardia e che tra le proprie commesse vanta il Castello Sforzesco e la Galleria Vittorio Emanuele di Milano, l’Ermitage di San Pietroburgo e numerose strutture pubbliche e private in Russia. Proprio i problemi causati dall’embargo, che tanto pesano anche per numerose altre aziende italiane, stanno mettendo a dura prova la tenuta dell’impresa concordiese.

È infatti aperta una vertenza con i 105 dipendenti che reclamano alcune spettanze arretrate e che ieri mattina hanno messo in atto un presidio davanti al municipio di Concordia. All’interno si è tenuto un summit tra i rappresentanti della Martini, il sindaco Luca Prandini e i sindacalisti di Fiom/Cgil e Fim/Cisl. Si è analizzata la situazione, gli imprenditori hanno assicurato tutto il proprio impegno per sistemare in tempi rapidissimi le pendenze anche grazie ad alcune nuove commesse che dovrebbero entrare a breve, mentre i lavoratori hanno ribadito la propria disponibilità ad attendere ancora qualche giorno prima di rilanciare la protesta. Il Comune ha invece tenuto quel ruolo di coordinamento che compete ad un sindaco, consapevole di quanto sia importante la Martini Light nel tessuto produttivo e sociale di Concordia.


Le parti hanno deciso di riaggionarsi nel giro di qualche giorno, quando dall’impresa ci si attende un segnale decisivo. Solo in quel momento i lavoratori, preoccupati ma comunque disponibili a concedere ancora margine ai datori di lavoro, decideranno una strategia unitaria come quella dello sciopero andato in scena ieri.

Oggi, però, si tornerà a produrre, magari a ritmo ridotto, ma con l’obiettivo di mettere in condizione l’area commerciale di presentare le ultime produzioni e conquistare importanti ordinativi che darebbero nuovo slancio alla produzione, ridotta da un po’ di tempo proprio per l’impossibilità di lavorare in Russia, diventato nel corso degli ultimi anni un territorio di eccellenza dove la Martini Light aveva sviluppato un importante e vantaggioso business.


Lunedì sindacati e lavoratori attendono un segnale deciso e hanno fatto anche richiesta di un piano industriale credibile e con prospettive nel futuro. I vertici aziendali, pur ribadendo grande impegno e ammettendo le ormai evidenti difficoltà, stanno studiando tutte le strategie per garantire risposte immediate anche se la situazione resta critica.
Francesco Dondi

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