democratici e progressisti
Massimo Mezzetti va con gli scissionisti
Anche Massimo Mezzetti, assessore regionale alla corte di Stefano Bonaccini, ha ufficializzato il suo arrivo al Movimento dei Democratici e Progressisti. Mancava solo la viva voce del protagonista,...
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Anche Massimo Mezzetti, assessore regionale alla corte di Stefano Bonaccini, ha ufficializzato il suo arrivo al Movimento dei Democratici e Progressisti. Mancava solo la viva voce del protagonista, arrivata ieri: «Quando, ormai dieci anni fa, decisi di non partecipare al percorso di costruzione del Pd lo feci perché intravedevo in quell’atto di nascita già tutti i vizi e le distorsioni che si sarebbero poi palesate negli anni successivi. Ero fortemente convinto della necessità di avviare un percorso politico che potesse vedere l’incontro fra le più grandi culture riformiste e sociali di questo paese come quella socialista, quella comunista e anche quella del cattolicesimo sociale. Non poteva funzionare, non ha funzionato».
Mezzetti spiega il suo addio a Sel e l’arrivo a Democratici e Progressisti: «Ho partecipato al processo di costruzione Sel quando il nostro obiettivo comune era quello di riaprire la partita del centrosinistra e dare vita ad una forza di sinistra, riformista e di governo o, come io avrei voluto, di stampo socialdemocratico. Oggi, anche con la novità prodotta dalla rottura avvenuta nel Pd e con l’uscita di compagne e compagni, sono cambiate molte cose. Mi pare che l’indirizzo intrapreso da chi ha scelto di lasciare il Pd sia proprio quello di costruire quella forza politica di sinistra che descrivevo prima, una sinistra riformista che fa perno su alcuni principi e valori saldi. Trovo utile che chi voglia costruire quella sinistra porti lì dentro il proprio contributo. Ho scelto di aderire a questo percorso, e ho intenzione di impegnarmi senza portare la casacca dell’ex di qualcosa. Il Movimento dei Democratici e dei Progressisti credo debba nascere attraverso una sorta di lavacro. Ognuno di noi deve togliersi di dosso la giacca che indossa e che rappresenta un elemento distintivo del proprio passato per entrare in un storia nuova e costruirla. E mi metto a disposizione anche per unire un’unica soggettività di sinistra, perché il Movimento dei Democratici e Progressisti e Campo Progressista diventino una sola cosa.
Mezzetti spiega il suo addio a Sel e l’arrivo a Democratici e Progressisti: «Ho partecipato al processo di costruzione Sel quando il nostro obiettivo comune era quello di riaprire la partita del centrosinistra e dare vita ad una forza di sinistra, riformista e di governo o, come io avrei voluto, di stampo socialdemocratico. Oggi, anche con la novità prodotta dalla rottura avvenuta nel Pd e con l’uscita di compagne e compagni, sono cambiate molte cose. Mi pare che l’indirizzo intrapreso da chi ha scelto di lasciare il Pd sia proprio quello di costruire quella forza politica di sinistra che descrivevo prima, una sinistra riformista che fa perno su alcuni principi e valori saldi. Trovo utile che chi voglia costruire quella sinistra porti lì dentro il proprio contributo. Ho scelto di aderire a questo percorso, e ho intenzione di impegnarmi senza portare la casacca dell’ex di qualcosa. Il Movimento dei Democratici e dei Progressisti credo debba nascere attraverso una sorta di lavacro. Ognuno di noi deve togliersi di dosso la giacca che indossa e che rappresenta un elemento distintivo del proprio passato per entrare in un storia nuova e costruirla. E mi metto a disposizione anche per unire un’unica soggettività di sinistra, perché il Movimento dei Democratici e Progressisti e Campo Progressista diventino una sola cosa.
