Provincia, un rosso da 10 milioni Esposto in Procura
Per la provincia di Modena i prelievi dello Stato arrivano nel 2017 quasi a quota 38 milioni di euro, su un totale di oltre 61 milioni di entrate (soprattutto ipt e quota della rcauto). Quest'anno la...
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Per la provincia di Modena i prelievi dello Stato arrivano nel 2017 quasi a quota 38 milioni di euro, su un totale di oltre 61 milioni di entrate (soprattutto ipt e quota della rcauto). Quest'anno la spesa modenese per le funzioni fondamentali, tra cui la manutenzione della rete di mille chilometri di strade e di oltre 60 istituti scolastici superiori, è di 33 milioni. Lo squilibrio di bilancio è pari, quindi, a quasi 10 milioni: è la somma, sottolinea la vicepresidente della provincia maria costi, «che servirebbe per chiudere un bilancio comunque di pura sopravvivenza, senza investimenti in infrastrutture e manutenzioni straordinarie, indispensabili per migliorare la viabilità e la qualità delle nostre scuole.
Investimenti che ora riusciamo in parte a garantire esclusivamente con fondi provenienti da altri enti». Costi lo esclama nel giorno in cui l'Unione delle province ha diffuso l'iniziativa dell'esposto cautelativo (a procure, prefetture e corti dei conti) teso a sollecitare nuovi fondi per il mantenimento degli enti provinciali, visto che non sono stati cancellati neanche dal referendum costituzionale. La data segnata in agenda è ora quella del 24 marzo, quando si riunirà il Consiglio dei ministri per, a quanto pare, assumere provvedimenti per ridurre i prelievi previsti dalle leggi di stabilità alle risorse delle stesse province.
Investimenti che ora riusciamo in parte a garantire esclusivamente con fondi provenienti da altri enti». Costi lo esclama nel giorno in cui l'Unione delle province ha diffuso l'iniziativa dell'esposto cautelativo (a procure, prefetture e corti dei conti) teso a sollecitare nuovi fondi per il mantenimento degli enti provinciali, visto che non sono stati cancellati neanche dal referendum costituzionale. La data segnata in agenda è ora quella del 24 marzo, quando si riunirà il Consiglio dei ministri per, a quanto pare, assumere provvedimenti per ridurre i prelievi previsti dalle leggi di stabilità alle risorse delle stesse province.
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