Gazzetta di Modena

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IN TRIBUNALE 

Rapina e tanti scippi 27enne patteggia due anni e nove mesi

Due anni e nove mesi di carcere da scontare per ora ai domiciliari: è la pena inflitta ieri al termine di un processo con rito abbreviato (quindi comprensivo dello sconto di un terzo della pena) al...

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Due anni e nove mesi di carcere da scontare per ora ai domiciliari: è la pena inflitta ieri al termine di un processo con rito abbreviato (quindi comprensivo dello sconto di un terzo della pena) al tunisino 27enne clandestino che ha commesso una serie di scippi a Modena l’anno scorso, uno dei quali particolarmente violento.
Si tratta di un giovane ex spacciatore e tossicomane che è uscito dal giro dopo che la sua banda era finita in carcere al termine di un’operazione delle forze dell’ordine. Nella primavera del 2016 per procacciarsi la droga si era dedicato alla odiosa attività di strappare borsette e cellulari alle donne.
Il primo caso è stato eclatante: ha aspettato che una modenese 84enne uscisse dalle poste di via Rainusso e le ha preso la borsa scaraventandola a terra. L’anziana è rimasta seriamente ferita. Era il 10 maggio. Da quel giorno è iniziata una escalation di colpi più o meno tutti simili.
Il 16 maggio ha preso id mitra una avvocatessa in via San Cristoforo: l’ha aggredita per rubarle l’iphone che teneva in mano. Poi è stata la volta di uno scippo in viale Barozzi e quindi in Rua Muro e infine l’11 giugno il meccanismo si è inceppato in via Carteria.
Quel giorno, agendo con un complice, in bicicletta ha aggredito una anziana che aveva seri problemi di deambulazione mentre stava per entrare bela chiesa di San Barnaba. Un gesto odioso che non ha però impedito ai passanti di osservare la scena e descriverla in dettaglio agli agenti della Squadra volante della polizia intervenuti subito dopo. In questo modo è stato catturato il suo complice, condannato a un anno e due mesi.
È riuscito a scappare, ma solo pochi giorni dopo polizia di stato e la municipale lo hanno individuato mentre bazzicava il Parco Ferrari e lo hanno bloccato arrestandolo.
Dopo l’identificazione, con la scoperta che era un clandestino conosciuto per le sue attività precedenti, si è arrivati a identificarlo come l’autore dei precedenti colpi. Solo in un caso non è stato riconosciuto dalla vittima, ma ci ha pensato chi aveva comperato da lui un cellulare rubato... (c.g.)

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